mercoledì, Aprile 17, 2024
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Reazione a catena, parte la cesura e gli utenti si scatenano sul web: una tagliola politicamente corretta?

Reazione a catena è nuovamente nel mirino dei telespettatori. Una frase è stata censurata e non tutti sono concordi con quanto accaduto.

La nuova censura di Reazione a Catena

Ancora una volta si è verificato un episodio di censura durante una puntata di “Reazione a Catena”. Nell’episodio trasmesso mercoledì 20 settembre, la Rai ha scelto di coprire una parola pronunciata dal concorrente Maurizio Lucano, facente parte della squadra degli Argonauti. Questo evento è avvenuto durante il gioco de “L’Intesa Vincente”. Vediamo quale parola è stata censurata e le ragioni che hanno portato la Rai a prendere questa decisione.

Per far indovinare la parola “bambina” a Maurizio, Ornella e Marco, gli altri due membri della squadra, hanno formulato la seguente domanda: “Chi è donna piccolina?”. Maurizio ha quindi premuto il pulsante e ha risposto con la parola “nana”. La risposta, ovviamente, è stata resa inudibile a causa del segnale acustico utilizzato per coprirla, ma dalla lettura delle labbra del concorrente è stato chiaro che questa è stata la parola pronunciata.

Liorni reazione a catena
Liorni reazione a catena

Questa forma di censura è stata considerata abbastanza severa e ha sollevato domande sul motivo che ha spinto la Rai a prendere questa decisione. È possibile che, con la nuova direzione di “Reazione a Catena”, si stia cercando di evitare situazioni che potrebbero risultare offensive o scomode per il pubblico. Tuttavia, gli Argonauti sono riusciti a vincere contro la squadra avversaria, chiamata “I Ciao Nonni”, durante lo spareggio, portando a casa un montepremi di 8.125 euro. Purtroppo, questa straordinaria impresa non si è ripetuta nella puntata successiva, dove gli Argonauti, pur restando campioni, non sono riusciti a vincere nuovamente.

La politica Rai e le decisioni

Poiché “Reazione a Catena” è un programma registrato, la Rai ha la possibilità di intervenire con censure dopo la registrazione, come avvenuto in questo caso. Questa non è la prima volta che assistiamo a situazioni simili. Circa un mese fa, i concorrenti dei “Dai e Dai” avevano subito una censura per l’intera costruzione di una frase. In quella circostanza, la squadra aveva utilizzato un’espressione infelice per far indovinare al loro compagno la parola “borsetta”, riferendosi allo stereotipo dello scippo a una persona anziana. Marco Liorni, il conduttore del programma, nonostante la squadra avesse indovinato la parola, era intervenuto per sottolineare l’uso di parole inappropriata.

I membri dei “Dai e Dai”, compresi gli autori dello scivolone, avevano immediatamente chiesto scusa e il gioco era proseguito. In entrambi i casi citati, la censura è stata applicata a parole o espressioni considerate politicamente scorrette. Tuttavia, esistono anche altre situazioni in cui può essere applicata una censura simile, ad esempio quando si fa riferimento inavvertitamente a marchi o brand, al fine di evitare qualsiasi forma di pubblicità occulta.

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