mercoledì, Giugno 19, 2024
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Paola Cortellesi: il debutto da regista con una pellicola femminista. Il suo progetto conquista pubblico e critica!

L’attesa era palpabile per il debutto alla regia di Paola Cortellesi, un’icona dell’intrattenimento italiano grazie ai suoi trascorsi in televisione come volto di Zelig e Mai dire gol.

Prima di avventurarsi nel mondo del cinema, dove ha ottenuto successi con commedie come “Scusate se esisto” e “Come un gatto in tangenziale,” Cortellesi ha deciso di mettersi dietro la macchina da presa per la prima volta con il suo film “C’è ancora domani.”

Fin dal rilascio del trailer, era evidente che Cortellesi e il suo team di lavoro stavano alzando l’asticella delle aspettative. Il film è ambientato a Roma, tra le palazzine in San Lorenzo, che erano popolari e ora sono diventate costose. Affronta temi delicati come la violenza contro le donne e il voto alle donne.

In sostanza, Paola Cortellesi ha dimostrato di essere ambiziosa e determinata a sfidare le tradizioni culturali e artistiche che spesso relegano le donne dietro la macchina da presa, nonostante il loro successo al botteghino e le loro capacità complete nel panorama artistico italiano.

La pellicola di Paola Cortellesi parla di tutte le donne vessate

“C’è ancora domani” è la storia di Delia, un personaggio che Paola Cortellesi ha descritto come “una di quelle donne che nessuno ha mai celebrato, come le nostre nonne e le nostre madri che facevano le casalinghe.” Cortellesi ha spiegato di essersi ispirata a un’immagine: “quella di un uomo che si sveglia e dà uno schiaffone sulla faccia di questa povera Cenerentola, che poi si alza e fa le faccende.”

È un’immagine dolorosamente familiare, un ritratto di nonne e madri che sono state vittime di vessazioni e sottomissione, costrette a sopportare in silenzio abusi di ogni tipo. Furio Andreotti, sceneggiatore e collaboratore di Cortellesi da molti anni, ha sottolineato l’importanza di raccontare questa storia attraverso il doppio registro di dramma e commedia, un approccio necessario per affrontare temi così cruciali.

La storia si svolge a Roma, in un quartiere popolare, San Lorenzo, prima dell’esplosione del mercato immobiliare. Delia è una casalinga che vive in un seminterrato con tre figli, un suocero invalido e un marito violento e prepotente (interpretato in maniera straordinaria da Valerio Mastandrea). Questo marito, giustificando la sua violenza con il fatto di essere stato due volte in guerra, scarica tutta la sua infelicità picchiando la moglie.

Cortellesi, Andreotti e Giulia Calenda hanno raccolto le storie personali e quelle di amici e conoscenti, scoprendo che in molte famiglie esiste una storia di violenza domestica. Spesso queste storie vengono raccontate con leggerezza poiché, purtroppo, certi comportamenti erano considerati normali e diventavano argomento di scherzi.

La sceneggiatura trasforma tutte queste esperienze in un racconto collettivo, che attinge alle radici della commedia all’italiana e omaggia Ettore Scola e il duo Age & Scarpelli, con uno stile che si fonde con i temi contemporanei.

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