lunedì, Maggio 20, 2024
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La vita quotidiana in Grecia: un bilancio familiare sotto assedio

La Grecia, una volta epicentro della crisi finanziaria europea, sembra aver ritrovato una certa stabilità economica, riacquistando la fiducia dei mercati internazionali. Ma non lasciamoci ingannare da questa apparente ripresa: la realtà quotidiana per le famiglie greche è ben diversa, caratterizzata da un’inflazione galoppante che minaccia di erodere i loro già fragili bilanci domestici.

Le parole di Anna Petropoulou, madre di tre figli, riassumono perfettamente la situazione. Nonostante disponga di un reddito familiare decente secondo gli standard greci, Anna si trova a fare i conti con un sensibile aumento dei prezzi al supermercato. “Quello che spendo oggi per tre giorni di spesa era sufficiente l’anno scorso per una settimana intera,” confida Anna. E purtroppo questo incremento dei prezzi non risparmia nessun settore: dal caffè al latte, dallo yogurt al pane, dalle uova al formaggio feta, tutto costa di più, molto di più.

Il Primo Ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, esalta il successo economico del paese, citando una crescita rapida, un aumento dell’occupazione e un miglioramento delle finanze pubbliche. Ma per molti cittadini come Anna, questi risultati sembrano non riflettersi nella vita di tutti i giorni. Persino un recente aumento di stipendio, atteso da tempo, si è rivelato inutile di fronte all’impennata dei prezzi, che ha vanificato qualsiasi guadagno in termini di potere d’acquisto.

Grecia e aumento dei prezzi

I dati dell’ufficio statistico greco ELSTAT parlano chiaro: solo a settembre si è registrato un aumento dei prezzi alimentari del 9,4%, mentre secondo Eurostat l’inflazione complessiva ha superato la media della zona euro raggiungendo il 3,9% in ottobre. I consumatori, sempre più cauti nelle loro spese, si trovano a dover rinunciare o a cercare offerte speciali, che spesso si rivelano di qualità inferiore o comunque troppo costose.

I venditori di mercato, da parte loro, subiscono le conseguenze di un’estate torrida seguita da piogge torrenziali che hanno danneggiato raccolti e qualità dei prodotti, con un inevitabile impatto sui prezzi. E non è tutto: l’aumento del costo del carburante ha ulteriormente aggravato la situazione, creando un circolo vizioso di prezzi alti e consumi in calo.

Le catene di supermercati greche, d’altra parte, vedono crescere i loro ricavi, ma a spese di una clientela che si orienta sempre più verso marche economiche e prodotti di base. L’olio d’oliva, elemento fondamentale della dieta greca, è diventato un bene di lusso, con il prezzo al litro che ha raggiunto cifre da capogiro, passando da €4,80 a oltre €10 o €11, e con prospettive di ulteriori aumenti data la scarsa qualità del raccolto attuale.

Di fronte a questo scenario preoccupante, il governo greco ha tentato di intervenire, stilando un elenco di 51 prodotti di base, dai cereali al latte, dallo yogurt alla pasta, dai legumi alla carta igienica, e obbligando i supermercati a segnalare i prodotti più economici. Tuttavia, queste misure si sono rivelate solo parzialmente efficaci, come dimostra l’inarrestabile ascesa dell’inflazione.

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