mercoledì, Giugno 26, 2024
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Le small e mid-cap: un porto sicuro nella tempesta economica?

L’economia statunitense ha sempre avuto la tendenza a sorprendere analisti e investitori con la sua capacità di sfidare le convenzioni e reinventarsi. Un fenomeno recentemente osservato nel settore finanziario statunitense è la notevole attrattiva delle società a piccola e media capitalizzazione. Queste entità, sebbene parte integrante del tessuto economico, raramente sono state così accessibili negli ultimi 20 anni, soprattutto se paragonate alle loro controparti più grandi, le società a grande capitalizzazione. L’attuale panorama economico ha evidenziato questo divario, consentendo agli investitori di entrare nell’economia americana a condizioni favorevoli e a prezzi scontati, paragonabili a quelli dei mercati esteri.

Analizzando la storia finanziaria recente, è evidente che periodi di valutazioni favorevoli per le società a piccola e media capitalizzazione spesso precedono fasi di crescita e rendimenti significativi. Ad esempio, dopo il picco di mercato del marzo 2000, in sette anni si è registrata una crescita di oltre il 70% nelle società a piccola capitalizzazione, rispetto a un aumento inferiore al 10% per i titoli a grande capitalizzazione. Questa tendenza alla sovraperformance non si è limitata a condizioni economiche specifiche, che si sono verificate sia in scenari di crescita che di recessione, suggerendo resilienza e adattabilità della performance ai diversi cicli economici.

La diversificazione come chiave per la stabilità

Con l’indice S&P 500 sempre più orientato verso una forte concentrazione in poche società tecnologiche a mega capitalizzazione, la rappresentanza dei titoli che hanno raggiunto valutazioni stellari è minima. Questa situazione ha portato ad un’economia che presenta rischi di mercato accentuati dalla mancanza di diversificazione. D’altro canto, le società a piccola capitalizzazione offrono un approccio diversificato e rappresentano un tessuto più variegato dell’economia americana, abbassando il profilo di rischio complessivo per gli investitori.

I fattori trainanti della crescita delle small cap

Due tendenze significative caratterizzano il recente panorama economico americano e hanno un impatto particolare sul segmento delle piccole e medie imprese. Il primo è il ritorno ai servizi post-pandemia, che vede le aziende più piccole concentrarsi maggiormente su questo settore. La seconda tendenza è il reshoring, la riallocazione delle catene di approvvigionamento negli Stati Uniti, una mossa che ha subito un’accelerazione durante e dopo la crisi del Covid-19. Questi fattori, insieme agli incentivi statali come il Chips and Science Act e l’Inflation Reduction Act, nonché la legge sulle infrastrutture, sostengono un aumento delle spese in conto capitale, di cui beneficiano le aziende a piccola e media capitalizzazione.

La dimensione globale delle imprese americane a piccola capitalizzazione

Sebbene il termine “small-cap” possa evocare l’immagine di aziende di piccole dimensioni, nel contesto dell’economia americana ciò non è necessariamente vero. Queste cosiddette società statunitensi a piccola capitalizzazione possono raggiungere valutazioni di mercato considerevoli e rivelarsi attori influenti nel panorama internazionale. In un periodo in cui il rischio sta diventando un fattore chiave per gli investitori e la liquidità del mercato si sta restringendo a causa dell’aumento dei tassi di interesse, le società americane a piccola e media capitalizzazione emergono come una classe di attività attraente e liquida, offrendo significative opportunità per i potenziali investitori.

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