RIFIUTI: IL CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO CONTRARIO AL NUOVO INCENERITORE DI TARQUINIA


Il 18 novembre scorso si è svolto, presso l’assessorato ai rifiuti della Regione Lazio, un incontro istituzionale tra i Sindaci e i Consiglieri dei territori interessati all’impatto dell’inceneritore che la società A2A Ambiente SPA vorrebbe costruire nel comune di Tarquinia, in località Pian D’Organo – Pian dei Cipressi, vicino ai comuni di Civitavecchia e Allumiere.

Erano presenti all’incontro, l’assessore ai rifiuti Massimiliano Valeriani, il sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi, quello di Allumiere Pasquini, l’assessore all’ambiente di Civitavecchia Magliani e alcuni Consiglieri regionali, insieme ai rappresentanti del comitato cittadino S.O.L.E., promotori dell’incontro.

Tutte le figure istituzionali presenti si sono dimostrati concordi nella volontà di abbandonare il ricorso all’incenerimento dei rifiuti per indirizzarne la gestione verso un’economia circolare, più sostenibile e conforme alle linee strategiche promosse dall’Unione Europea in merito. La promessa che i Consiglieri hanno rivolto ai cittadini è stata di sostenere un parere sfavorevole in sede di Consiglio, insieme all’impegno di velocizzare l’approvazione del Piano Rifiuti regionale. Ma qui e cose si fanno più complesse.

La proposta di gestire l’emergenza rifiuti nel Lazio attraverso la costruzione di un ulteriore inceneritore, o “ecomostro” come alcuni lo definiscono, risponde, infatti, ad una ricerca disperata di trovare dei siti di conferimento della raccolta, soprattutto per quanto riguarda gli Rifiuti Solidi Urbani della Capitale.  Rientra, inoltre, in una visione obsoleta della gestione dei rifiuti, visti gli enormi passi avanti compiuti dalla tecnologia per quanto riguarda, ad esempio, gli impianti di biogas o di riciclo della plastica.

La posizione dei Consiglieri regionali e dei Comuni interessati è, sì, un buon punto di partenza, ma impone che alla svelta venga predisposto un piano di Centri per il conferimento dei rifiuti, da destinare, seguendo un modello virtuoso, per la frazione organica ad impianti di biogas e per la plastica al riciclo. Si stima che, per la sola provincia di Roma, siano necessari almeno 10 impianti di biogas ed 8 per il riciclo della plastica, al fine di evitare nuove discariche o inceneritori. Soluzioni costose, è vero, per le quali bisognerebbe trovare investimenti così come avviene nel nord Italia, ma necessarie in un’ottica di sviluppo sostenibile.

Per non parlare, infine, di quanto la costruzione di un inceneritore potrebbe essere nocivo per il territorio interessato, sia perché nuocerebbe a quelle che sono le vocazioni principali del territorio viterbese, ovvero agricoltura e turismo, sia per quel che riguarda la salute dei cittadini residenti nelle sue vicinanze (con un costo che andrebbe a pesare, perciò, anche sulla sanità pubblica).

Per queste ragioni le prime opposizioni alla proposta sono venute proprio dai cittadini, che attraverso iniziative popolari, assemblee, congressi e flash mob hanno deciso di non piegarsi ad una decisione che infierirebbe sulla loro qualità della vita.

Per ora, le istituzioni, dal sindaco di Tarquinia Giulivi ai Consiglieri della Regione, si sono espressi in modo deciso contro la minaccia che incombe sul territorio. Resta da vedere se dalle parole seguiranno i fatti e, soprattutto, se le urgenze di trovare una soluzione all’emergenza rifiuti prevarranno sul buonsenso.

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*