Lumas, un bel marchio


La recente apertura a Milano di un negozio Lumas International Editions Gallery, il marchio delle edizioni d’arte a prezzi accessibili, consente di apprezzare sia la vivacità dell’offerta del bello in periodo di crisi, sia il profilo di mercato delle opere d’arte. E’ noto anche ai non esperti che il mercato dell’arte è fortemente condizionato dai galleristi che forgiano i gusti dei consumatori in base a scelte personali non necessariamente di rilievo artistico. E infatti le mostre sono piene di feticci, composizioni di organi, pezzi di ferro o altro materiale inerte. I musei ancora si contengono, ma se questo è l’andazzo! All’inizio fu Piero Manzoni che provocò perfino Palma Bucarelli con la sua merda d’artista. Ma morì giovanissimo. Non che si debba necessariamente tornare all’arte figurativa, ma tra i materiali inerti e i ritratti ci sono stati il futurismo, l’astrattismo, il cubismo, il surrealismo, espressioni dello spirito, non imposizioni dei mercanti. Finchè l’artista non sia in grado di segnalarsi per la poetica delle sue opere, che parlino al cuore della gente, prima che alle tasche dei galleristi, ben vengano le edizioni d’arte, allestite in ambienti belli e funzionali alla vita di tutti i giorni e soprattutto accessibili a chi ama il bello ma non può permettersi un Picasso. Auguri a Lumas!

 

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