Digitale. Giustozzi (Agid): sanità impreparata su minaccia cyber


“FARE DI PIÙ CON LINEE GUIDA, INVESTIMENTI, FORMAZIONE E NUOVA COSCIENZA” (DIRE) Roma, 27 mar. – “La situazione adesso in Italia non è in linea con quella di altri Paesi. Uno studio di tre anni fa dell’università di Roma La Sapienza ha dimostrato che la sanità è, tra le pubbliche amministrazioni, quella con la maggiore arretratezza o impreparazione per quanto riguarda la prevenzione delle minacce cyber“. Così, all’agenzia di stampa Dire, Corrado Giustozzi, dell’Agenzia per l’Italia digitale a margine della tavola rotonda ‘Le nuove frontiere dell’eHealth e le sfide per la privacy’ che si è tenuta nell’ambito del ‘Dig.Eat 2017’, il tradizionale appuntamento sulla digitalizzazione in Italia.

Secondo Giustozzi tale arretratezza è dovuta a motivi “strutturali” di ordine “storico e culturale. La sanità non si è mai considerata, giustamente, un obiettivo sensibile- prosegue- Recentemente purtroppo le cose sono cambiate. Il mondo della sanità è oggetto di attacchi anche da parte della criminalità organizzata, ma non solo”. Per questo, secondo l’esperto, “bisogna fare di più”. Ma per fare di più “serve un’azione coordinata, non si può partire dal basso. Servono linee guida, principi da rispettare, serve soprattutto una coscienza, anche sociale, dell’importanza delle infrastrutture sanitarie e della delicatezza del loro ruolo”.

Quindi “investimenti”, ma soprattutto “formazione, cultura, rispetto di norme specifiche”, o meglio di quelle “misure di sicurezza generali, anche quelle per la pubblica amministrazione, che sono state emanate dall’Agenzia per l’Italia digitale”, che rappresentano, secondo Giustozzi, “un punto di partenza”. Un modello che va ripensato nel suo complesso e collettivamente “perchè- conclude- nessuno più in questo mondo complicato si può ritenere immune dai rischi, in particolare la sanità, dalla quale dipende non soltanto il business di un’azienda ma anche la salute dei cittadini”.

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