Video di Grillo, interpretazione controcorrente


Il video del Grillo furioso ha fatto il giro del web, è stato commentato a iosa e, di certo, ha prodotto danni ai Cinque Stelle superstiti. Che non sanno dove sbattere la testa.

Le reazioni immediate sono state sedate (Macina) o ridicolizzate (Toninelli). Conte, che, per il ruolo di segretario in pectore, non poteva tacere, ha invitato Grillo a un generico rispetto per la magistratura, senza prendere posizione né sul fatto in sé, né sull’effetto politico. Così dimostrando, se mai ce ne fosse ancora bisogno, la sua debolezza (che negli anni di governo è stata la sua forza) e la sua incertezza.

Il resto della politica ha colto l’occasione per rivalersi degli anni di Vaffa. Gasparri ha infierito, riconoscendo all’ultimo momento che il successo del M5S è dovuto agli “errori” (così li ha chiamati) dei professionisti.

Viene da dire che i professionisti non dovrebbero fare errori, se non errori contenuti, e casomai andarsene. Ma nessuno lo ha mai fatto. Gasparri nemmeno.

Il Pd è stato meno critico, perché l’aspettativa che i Cinque Stelle in Parlamento servano, ha smorzato la verve di Letta, di solito più loquace. Adinolfi ha fatto un’analisi politica del video fuori dal coro, legata a presunte aspettative di Grillo. Noi siamo meno sottili.

Riteniamo che Grillo così abbia voluto sottolineare con forza (non ci scordiamo che è un attore) la sua presenza in politica, per dire: se pensate che sia finito, vi sbagliate. Ha giocato il tutto per tutto. Certamente. Ma non si può escludere che i fatti (o la Procura) gli diano ragione. La stagione delle trattative per le varie elezioni è appena iniziata.       

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