Renzi, paga l’avviamento agli italiani


Renzi, senatore della Repubblica, ex beniamino del popolo della sinistra e anche di spezzoni della destra, non fa mistero di fare soldi a palate con i discorsi fatti in giro per il mondo.

Si dice 80 mila euro o dollari e anche di più. A discorso. Anche in Arabia Saudita. Ma non per il vis-à-vis con il principe Bin Salman. Quello è stato divertente e gratis. Un omaggio alla mondanità.

All’accusa implicita di immoralità pubblica per i troppi soldi e per il rapporto con il chiacchierato principe saudita, Renzi obietta che parlare all’estero dell’Italia fa parte del suo compito di senatore, pagato dall’Italia. E mette a tacere moralisti (spesso da strapazzo) e giornali, fino alla prossima polemica.

Noi siamo liberali, non moralisti, ma abbiamo una morale che è fatta di etica, diritto ed economia. E diciamo a Renzi, al quale abbiamo riconosciuto capacità personali di eccellenza, di mettere a nostra disposizione tre suoi discorsi, fatti in Arabia Saudita o in America o in un altro paese, che gli abbiano fruttato 80 mila euro o dollari o di più, per consentirci di farne una pubblica analisi critica sotto il profilo del pubblico interesse.

Con il fine dichiarato di rendergli merito, se il discorso lo meriti. O il contrario, se il discorso sia stato solo la scusa per fare il viaggio e incassare la parcella.

In tal caso – questa è la condizione – Renzi, da galantuomo, vorrà riconoscere l’avviamento al popolo italiano e pagare, diciamo a titolo di licenza, una parte dell’onorario percepito alle categorie più malmesse, anche di Firenze, dell’ultimo, tragico, anno di emergenza sanitaria ed economica. Allora, Renzi si sarà guadagnato stipendio e ruolo.

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