Renzi marcato stretto


Renzi è abilissimo nella manovre di corridoio. E’ molto meno bravo a fare politica in senso proprio. Non perde occasione per intestarsi il governo Draghi.

Ma di sicuro – non dimentichiamo – si è intestato anche il governo Conte bis, il ministro Speranza e tutta quella sfilza di gran commis (da cui ora prende le distanze) su cui incombono le indagini di varie Procure, per le morti da covid 19 e per i soldi spesi male.

Renzi è molto più intelligente della media dei politici di tutti i partiti – lo abbiamo dichiarato altre volte – ma non pensiamo che impieghi al meglio le sue capacità. Se non per sé stesso e per il suo prossimo impiego.

Si è adirato non poco per essere stato sorpreso all’autogrill in compagnia con il dirigente dei servizi segreti, lasciando intendere di essere stato illegittimamente pedinato. Se non lui, l’interlocutore. Che, come esponente dei servizi, teoricamente pratico di pedinamenti e di ascolti improvvisati, dovrebbe escludere di essere stato usato come esca per Renzi.

Nel frattempo, gli amici di un tempo, fiorentini compresi, lo abbandonano, grazie anche alle indagini invasive sui finanziamenti della Fondazione Open, non esattamente un’organizzazione benefica.

I sondaggi lo danno a meno del 2 per cento. Niente di male. I radicali hanno vissuto per decenni con lo zoccolo duro del 2 per cento. Però – diciamolo – lì c’era Pannella, innamorato della sua politica e bravo come pochi. Azzardiamo una previsione.

Renzi tenterà di entrare a gamba tesa nell’elezione del Capo dello Stato, con una delle sue invenzioni dell’ultima ora. Apparentemente, dell’ultima ora.

In realtà, Renzi ha già in mente una rosa, che tiene in caldo nell’attesa del momento propizio per la puntata vincente. Anche altri, però, stanno lavorando nell’ombra, come si diceva un tempo. Anzi, tramando. Manovrati e manovratori. Che lo marcano stretto.

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