Nicola Porro, liberale ma non troppo


Da non credersi! Porro ha messo il bavaglio a Sgarbi impedendogli di dire cosa ne pensava della questione Grillo. Fino alla puntata di Quarta Repubblica in cui il video non ha potuto essere ignorato e Sgarbi, ospite, non si è fatto sfuggire l’occasione di denunciare il coté illiberale di Porro e di altri conduttori: Gruber e Palombelli.

In sostanza, sull’aspetto politico della vicenda Grillo (figlio per il presunto stupro a cui è seguita l’intemerata del padre) e perfino se ci fosse un aspetto politico da discutere, la crema dei conduttori tv ha silenziato Sgarbi. Che ha lasciato fare.

Potenza della censura! Non giuridica, perché non era vietato dalla legge che Sgarbi ne parlasse, ma era inopportuno. Perché?

A questa domanda dovrebbero rispondere Porro, Gruber e Palombelli. Per spirito di autoconservazione? Per rispetto nei confronti di Grillo figlio e padre? Per rispetto dell’attività giudiziaria? Per mancanza di fiuto della notizia?

Non crediamo che rispondano naturalmente, perché di solito i conduttori sono bravissimi a inseguire gli altri e sono altrettanto bravi a sottrarsi. Ne abbiamo fatto esperienza con conduttori altrettanto noti.

Tra l’altro, Gruber e Palombelli non pretendono nemmeno di essere liberali. Ma Porro, sì, lo afferma continuamente. Fin troppo, per essere credibile. Come si è potuto verificare nella circostanza.    

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