Necessaria la revisione del WTO


L’Organizzazione Mondiale del Commercio o WTO, da World Trade Organization, è stata fondata nel 1995 per promuovere e disciplinare gli scambi tra i paesi aderenti.

Gli scambi sono stati indiscutibilmente promossi, ma non disciplinati, perché diverse erano e tuttora sono le economie e le finalità dei paesi aderenti.

L’analisi degli effetti dimostra, 25 anni dopo, che le società occidentali, soprattutto Stati Uniti e paesi europei, si sono complessivamente impoverite, a fronte di un incremento della ricchezza delle società orientali, in particolare della Cina. Con una ben diversa distribuzione degli effetti all’interno dei paesi, rispetto agli auspici del miglioramento delle condizioni di vita, nelle une e nelle altre società.

Infatti, in occidente si è approfondito il divario tra ceti ricchi e poveri e in oriente non si è colmato il divario preesistente. Sotto il profilo politico economico, in corrispondenza con la perdita di quote dei mercati, i paesi occidentali hanno perso smalto, credibilità e accesso diretto a varie materie prime indispensabili alla produzione; la Cina, in particolare, con il surplus proveniente dai paesi occidentali è progredita nell’occupazione di territori, giacimenti e mercati.

In sostanza, i paesi occidentali hanno finanziato la progressiva occupazione imperialistica cinese, a discapito della qualità di vita dei loro cittadini più deboli e delle prospettive di affermazione delle generazioni a venire.

In Europa, negli stessi anni, il processo di integrazione accelerato dal trattato di Maastricht ha provocato disfunzioni produttive e commerciali all’interno dell’Unione, che hanno peggiorato le sperequazioni indotte dal WTO. E’ il momento di mettere mano alla revisione dell’Organizzazione. 

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