DI MAIO E LE SUE SCELTE: UN PERICOLO PER LA DEMOCRAZIA E PER I GIOVANI.


 

Di Maio propone un militare per la gestione dell’Ambiente. Proposta intempestiva, antistorica in un progetto che non ha fondamentali di sostenibilità economica.

Il Capo Politico del M5S  sta provando a vedere l’effetto che fanno le sue proposte di ministri per un prossimo governo e scaraventa sul palco della  sua commedia una persona: il generale dei Carabinieri Costa, che ha grandi meriti come servitore dello Stato, ma forse non ha capito in quale sceneggiata è stato messo, come prima comparsa di uno  spettacolo  che è stato montato per catturare attenzione da parte dell’elettorato. È strano che una persona, che conosce bene le regole della Costituzione per la fase della campagna elettorale e di tutti gli atti  precedenti, possa accettare una simile designazione: un incarico formale a costituire un governo che è prerogativa solo del Capo dello Stato.

L’art.92 della Costituzione disciplina la formazione del Governo con una formula semplice e concisa: “Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri”  e, come è prassi,  la proposta dei Ministri è un atto successivo all’incarico del Presidente della Repubblica per verificare la possibilità che vi sia la maggioranza parlamentare che può sostenere il  programma di Governo.

Il Capo Politico del M5S sta solo dimostrando che non intende accettare le regole dettate dalla Costituzione e, anche ammesso che possa trovarsi a seguito del voto politico nelle condizioni di poter presentare una lista di ministri, con questa anticipazione di fatto tenta di togliere una prerogativa data dalla Costituzione solo al Presidente della Repubblica. Come uno che strilla “ briscola” in una partita di tresette. Si dimostra, con queste anticipazioni, di essere uno dei dilettanti, che mettono in pericolo le regole democratiche. Non si può illudere il corpo elettorale con la rappresentazione mediatica di un potere auto conferito, disprezzando i dettati costituzionali.

Comunque, la nomina di un Alto Ufficiale di Polizia Giudiziaria dimostra la visione di un Ministero dell’Ambiente con compiti  repressivi – necessari quando vi sono le fattispecie di reato – ma che, quando le violazioni di legge sono accertate, spetterebbero alla Magistratura.

Suggerisco quindi che Di Maio proponga la nomina del generale Costa a Commissario per la gestione dei rifiuti di Roma Capitale, visto che la Giunta Raggi su questa questione non ha risolto alcun problema ed i Cittadini pagano una TARI elevata senza avere la città pulita e con costi di gestione assolutamente fuori controllo: Roma Capitale è un grande esportatore netto di RSU con spese a carico dei Cittadini.

Il Ministero dell’Ambiente deve avere invece un ruolo squisitamente politico, di indirizzo e di esercizio dei poteri sostitutivi delle Amministrazioni Locali,  quando inadempienti. Occorre una figura di prestigio culturale internazionale, capace di rendere operativi in Italia le indicazioni della UE, di dare corpo al protocollo di Parigi –  mettiamo il testo a disposizione dei lettori  (cop21-accordo-finale-firmato-da-195) – e di promuovere norme incentivanti per la transizione dal fossile al rinnovabile, dalla emissione di CO2 alla possibilità, con tante diverse applicazioni agronomiche ed industriali, di fissare invece la CO2 ,  composto essenziale per i cicli biogeodinamici nei quali le attività antropiche sono un “incidente” nella storia di Madre Terra.

Un Ambiente  ben gestito ed unito all’immenso Patrimonio culturale  dell’Italia è la vera sfida, anche economica,  nella prossima legislatura che può  essere fonte di produzione di reddito senza rischi di delocalizzazione;  il documento del M5S sull’ambiente –  che per informazione compiuta mettiamo a disposizione dei lettori che lo possono leggere (m5s_programma_ambiente) – dimostra un’analisi anche approfondita di molteplici problemi.

Ma manca un aspetto: la copertura delle spese del programma che non può che prevedere nuove leggi e nuovi accordi con le Regioni  – che non sono governate dal M5S –  di difficile attuazione quindi anche nella gestione del consenso sulle norme; consenso più facile se fosse passata la riforma costituzionale fortemente avversata dai M5S. E poi al M5S sulle politiche ambientali manca la credibilità, fortemente compromessa dall’incapacità di gestire gli RSU di Roma, capitolo importante dello stesso documento di programma. Quindi  non è  serio mettere una persona rispettabile  in mostra per  una missione impossibile. Ma questo comportamento è l’altra faccia della medaglia che ha portato a candidare persone non presentabili dimostrando l’assoluta inadeguatezza del Capo Politico a gestire anche gli affari interni del suo Movimento.

A chi non rispetta elementari regole costituzionali, proponendo ministri prima ancora di essere designato con un incarico del Presidente della Repubblica, non si può dare alcuna credito sui comportamenti che avrà se dovesse avere poteri reali. I programmi del M5S porterebbero solo ad una stagnazione dell’attività legislativa e di governo vista la loro completa inadeguatezza delle componenti economiche,  che di sicuro aumenteranno solo il disavanzo pubblico, lasciando alle giovani generazioni un carico ancora più pesante di quello attuale.

Consiglio a chi vuole votare M5S di leggere bene i loro programmi, anche  interessanti sotto l’aspetto delle analisi dei problemi, però privi di qualsiasi coerenza con la normativa della UE e soprattutto … a debito, senza coperture economiche sia di cassa che di competenza nella durata delle prossima legislatura.

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