lettera aperta a Davide Serra


Caro Serra,

 

ho letto con interesse la sua intervista dal titolo “Come Davide Serra cambierebbe (e salverebbe) l’Italia”. Alcune sue ricette sono condivisibili, altre si prestano al dibattito, tutte riflettono la sua esperienza in materia economica e finanziaria e la sua corretta percezione dell’influenza di lobby fortissime indifferenti al bene comune e alle ragioni del diritto e della concorrenza.

La prospettiva del suo impegno politico nell’ambito del rinnovato partito democratico, in sintonia con il neosegretario, e le tante energie giovani impegnate nella segreteria e profuse nelle sedi della politica e delle istituzioni autorizzano le speranze più ambiziose.

Nell’attesa che gli eventi dimostrino la effettività della politica economica inaugurata dal nuovo leader con l’aiuto delle giovani forze, ritenendo da sempre che anche il cittadino qualunque possa e debba partecipare alla vita pubblica rivendicando un profilo istituzionale in base alle scelte personali e all’attività di lavoro, mi permetto di richiamare l’attenzione sua e della segreteria su una vicenda emblematica dell’indifferenza delle lobby nella quale, unitamente ad altri avvocati, ho assunto funzioni di tutela del risparmio e dei diritti più deboli.

Si tratta della vicenda di Seat Pagine Gialle, società quotata in Italia, la cui eco potrebbe essere giunta nella City per la spiacevole partecipazione della Royal Bank of Scotland alle cause del dissesto, che – incidentalmente – ha impoverito 300.000 (dato del Sole 24 Ore) risparmiatori italiani di miliardi di euro a favore dei soggetti responsabili.

La politica ha tuttavia le sue responsabilità, perché nomina le istituzioni che tutelano (!) il mercato e ignora la diffusione del fenomeno endemico e dirompente. Mentre la tutela specifica dei risparmiatori traditi è affidata alla reattività della Consob, finora restia ad esprimersi nel merito, e dei tribunali, la politica, vista la diffusione e la dirompenza del fenomeno, che presenta vari profili di interesse pubblico, potrebbe promuovere un’inchiesta parlamentare sulla mancata tutela del risparmio, rimuovere le persone meno adatte e introdurre rimedi in prevenzione, oltre a garantire l’effettività dell’intervento repressivo.

L’attenzione e l’impegno della segreteria Renzi  a tutela dei milioni di risparmiatori traditi costituirebbe un segnale inequivoco di capacità, di dedizione e di discontinuità con le modalità di azione della vecchia politica che ha nuociuto all’economia e ha manomesso le fondamenta del sistema civile e sociale in Italia.

La lettera le viene recapitata, con la copia del comunicato stampa di oggi 23/12/13 sulla vicenda Seat, sia a Londra che a Roma per consentirle una risposta pronta.

Grazie a nome di milioni di cittadini italiani, cordiali saluti e auguri.

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