La scienza sul banco dell’imputato


L’articolo scritto da Carlo Rovelli per il Corriere della Sera, sul rischio (giudiziario) di critica dei ciarlatani che divulgano la pseudo-scienza, ha avuto una diffusione di gran lunga inferiore a quella che meriterebbe. Per una ragione molto semplice. L’attenzione del lettore medio per la scienza è inferiore alla fede dei creduloni nelle teorie pseudo – scientifiche.

Ricordate i terrapiattisti e i no-vax (ora al potere con i Cinque Stelle), i negazionisti dello sbarco sulla luna e via dicendo? Sono molti e chiedono che la loro fede nella contro-scienza sia alimentata giorno dopo giorno. Da supercazzole.

L’occasione dell’articolo di Rovelli nasce dal rinvio a giudizio per diffamazione di Sylvie Coyaud, giornalista che si occupa di divulgazione scientifica. Nessuna notizia finora è filtrata sul fatto incriminato. Rovelli e il Corriere della Sera dovrebbero informare i lettori.

Nell’articolo a difesa della scienza e della giornalista incriminata, Rovelli dichiara di rivolgersi ai giudici, perché, dice, “non sta al giudice giudicare se una cura è efficace o meno”. In realtà, i fatti lo smentiscono.

Nello scorso anno il Consiglio di Stato, giudice amministrativo, è stato investito della cura del covid-19 e varie Procure hanno acquisito atti su morti sospette. Mentre la realtà drammatica era ed è davanti agli occhi di tutti.

In casa sono morte, sole e senza cure, migliaia di persone. E, ora, centinaia di persone muoiono per il ritardo della vaccinazione, provocato direttamente, sì, da quelli che saltano la fila, ma con il concorso attivo degli enti che a vario titolo dirigono la campagna di vaccinazione. In entrambi i casi, si tratta di responsabilità di Stato, perché il protocollo delle cure doveva essere la prima preoccupazione delle autorità sanitarie.

Se le cure sono state prestate da medici normali, non scienziati, che ora vengono giustamente elogiati, a maggior ragione l’autorità sanitaria per eccellenza non avrebbe dovuto raccomandare il wait and see. 

Tra questi medici, vogliamo ricordare, c’è anche il medico Amici, che ha curato i suoi pazienti a casa, a proprio rischio, e li ha guariti tutti. Ed è stato svillaneggiato in televisione perché ha dichiarato riserve, non opposizione, su mascherine (molte delle quali, di origine cinese, si sono dimostrate non protettive e ora vengono ritirate) e vaccini (su cui l’Ema, autorità europea) ha cambiato idea tante volte. Come al solito, Amici, che non conosciamo, è il vaso di coccio.

Gli scienziati, che hanno detto di peggio, hanno litigato in diretta tv e si sono contraddetti l’un l’altro, però sono autorevoli detentori della politica sanitaria. Protetti dal potere costituito. Magari, tra questi si annidano anche i ciarlatani di cui parla Rovelli.        

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