Indagato l’agente che ha fatto il suo dovere


Agente di PS indagato a Roma perché ha fatto il suo dovere. La notizia è questa. E’ l’uomo che morde il cane.

Se l’agente avesse ignorato il migrante armato di coltello che minacciava i passanti nei paraggi della Stazione Termini, nell’attesa che ci scappasse il morto, nessuno avrebbe avuto a che dire. Cose che capitano!

La migrazione irregolare, che si somma alla delinquenza abituale nazionale, è considerata evidentemente un male necessario da quelli che non hanno bisogno di affidarsi alla sicurezza pubblica per vivere e per lavorare. Una di quelle piaghe bibliche di cui bisogna aspettare che passino. Che affligge soprattutto le donne e gli anziani. Che – guarda caso – sono vittime abituali di soprusi di ogni genere, in strada e in casa.

La Procura indaga l’agente, ma non ha detto finora cosa l’agente avrebbe dovuto fare per proteggere i cittadini, invece di usare l’arma di dotazione. Così come non dice come sarebbero dovute andare le cose ogni volta che la vittima predestinata si ribella e riesce fortunosamente a prevalere. Spesso dopo tante esperienze devastanti. Che lasciano indifferenti autorità politiche e giudiziarie.

Per l’Italia, a giudicare dai fatti, è stato disegnato un futuro inquietante, da blade runner. In cui i cittadini valgono sempre meno. Merce di scambio a prezzo di saldo.    

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