Il maschio, bianco, anziano dice la sua


Non è ancora una colpa, ma è un indizio di colpevolezza. In America soprattutto, ma la tendenza si avverte anche in Italia.

Il maschio, bianco e anziano, simbolo della tradizione e del progresso graduale, conforme agli interessi nazionali, è entrato nel mirino dei critici della cancel culture, sostenitori (un tanto al chilo) del politicamente corretto e fautori del pensiero unico.

Quegli utili idioti che si fanno forza l’uno con l’altro e si proclamano élite (intellettuali, si sarebbe detto una volta). Quelli che hanno vinto i concorsi universitari perché il partito (soprattutto il Pci, con qualche concessione alla Dc) così ha voluto.

Non solo nell’insegnamento. Anche nei ranghi dello Stato sono entrati dirigenti incapaci, ignoranti e disonesti. Che hanno prodotto danni a carico  della collettività, spesso favorendo la fazione o l’associazione di appartenenza e gli “interlocutori” esteri privilegiati.

Di recente, è emersa la colonia dei sostenitori della Via della Seta, che, per interessi di cortile, ha ipotecato una parte dell’economia nazionale a favore della Cina. Mentre gli Stati Uniti di Clinton e Obama, diciamola tutta, vedevano e approvavano.

Ora, l’aria è cambiata, perché anche il democratico Biden ha capito e denunciato con la nuova politica estera l’errore dei suoi predecessori. Ci vorrà tempo per l’inversione di tendenza, perché l’occidente con l’Italia torni a far sentire la sua voce nel Mediterraneo, nel Vicino e Medio Oriente e in Africa.

Nell’adempimento di un ruolo, al quale il nuovo Copasir e i nuovi servizi dovranno offrire un contributo straordinario. Insieme ad una élite di cittadini chiamata a sostituire i faccendieri che inquinano la società nazionale.     

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