Galli della Loggia, dai salotti alle risse


Dalle parole ai fatti. E non fatti qualsiasi, che si prestano a equivoci. Che si possono discutere e interpretare. Fatti come le botte, nel senso di percosse. Date dal servizio d’ordine di Fratelli d’Italia (per quanto ne sappiamo, inesistente) agli adepti di Casa Pound e Forza Nuova che si mischiano nelle manifestazioni.

E’ il consiglio di Galli della Loggia a Giorgia Meloni per dare prova di antifascismo. Pubblicato dal Corriere della Sera. Abbiamo stentato a crederci.

E riteniamo che stenti a crederci la stessa Meloni. Che forse, in questo momento, si starà consultando con qualche psicologo, per decidere se rispondere, ridere o prendere atto che le élite, a cui Galli della Loggia è iscritto da decenni, hanno perso la trebisonda.

La sinistra chic, che ha promosso carriere immeritate e ha distribuito soldi a palate nel nome della “cultura” e dell’antifascismo, ha perso credibilità ed elettorato in Italia, è deboluccia in Europa e si è giocata lo sponsor tradizionale americano tradendolo per la Via della Seta, ben più munifica (e pretenziosa) negli ultimi anni. Per dire quanto le élite siano fortemente ancorate ai valori fondanti della democrazia.

Per loro vale il detto di un famoso comico del passato: “questi sono i miei principi, se non vi piacciono, ne ho altri di riserva”.

E allora, se non ci sono valori oltre al potere e ai soldi, se i principi passano come carta igienica, bisogna ricorrere alle botte, al manganello. In nome dell’antifascismo, per carità.

Ci chiediamo se Cairo sia d’accordo e voglia incoraggiare uno scambio di così elevato livello intellettuale.  

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