Draghi stima Speranza


Il governo Draghi si è privato della collaborazione di Arcuri e di altri personaggi simbolo dell’emergenza sanitaria, ma non di Speranza. Malgrado sia stato incalzato da Salvini (e non solo), che di Speranza non apprezza le chiusure dannose, incomprensibili e improvvise.

Per sgombrare il campo dagli equivoci, Draghi ha dichiarato che stima Speranza. Non ha precisato, però, quanto lo stima, e per uno che ha studiato al Massimo, scuola dei gesuiti, la mancanza dell’avverbio potrebbe fare la differenza.

Speranza è diventato ministro della salute, ex sanità, prima dell’emergenza, nell’estate del 2019, con il Conte 2. Ed è stato, con Conte, il ministro responsabile delle scelte più difficili, nel periodo del primo lockdown. Che gli italiani hanno accettato, perché poco si capiva di quello che stava accadendo. Poi, le cose si sono sapute e sono state valutate. E sono uscite fuori le magagne.

Dalle cure domiciliari mancate, all’assenza di un piano aggiornato, alle inefficienze che hanno funestato la seconda ondata e ora il piano delle vaccinazioni.

Se il responsabile politico non è il ministro, che, purtroppo per lui, si è trovato nella carica sbagliata nel momento sbagliato, non si capisce chi dovrebbe esserlo. A prescindere dalla stima, senza avverbio, di Draghi.  

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