Draghi annuncia nuovi equilibri geopolitici


Ci ha fatto un enorme piacere che Draghi abbia annunciato l’esigenza di un “equilibrio” in politica estera, con riferimento alla scortesia subita da Ursula von der Layen a Istanbul.

In parte, per soddisfazione professionale, perché noi da tempo denunciamo l’assenza di equilibrio, sempre in danno dell’Italia, nei rapporti bilaterali e multilaterali. In parte, perché l’annuncio prefigura – così speriamo – una nuova stagione italiana ed europea in politica estera. A tutela degli interessi nazionali. Anzi, confidiamo che anche Giorgia Meloni, sostenitrice, piuttosto isolata, degli interessi nazionali, avverta la novità e si complimenti con Draghi.

L’equilibrio in politica non è ovviamente una parola, che inquieti o assicuri. E’ la ricerca continua di uno stato di fatto insidiato da circostanze esterne, che si devono, con capacità, riconoscere e affrontare.

Nel caso della Turchia, Erdogan insidia, da anni ormai, l’equilibrio dei rapporti tra Europa e Turchia, per motivi che scriveremo estesamente in un prossimo articolo. E l’occasione del summit con Michel e la von der Layen gli ha fatto gola.

Il clamore, tra l’altro, gli ha dato ragione. Erdogan ha voluto rimarcare la supremazia della Turchia nel rapporto con l’Europa per dare dimostrazione al mondo che l’equilibrio dei rapporti geopolitici nell’area sta cambiando (o è cambiato) e lui si può permettere quello che vuole. E Draghi gli ha detto: in campana, sei un dittatore e le dittature spesso producono effetti collaterali.

Ascriviamo l’episodio a successo personale di Draghi, che, nella previsione dell’uscita di scena della Merkel, potrebbe lavorare ad un mutamento degli assetti politici in Europa. In sostanza, ad un nuovo equilibrio.    

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