Cottarelli non vuole essere una spesa in più


Francesco Giavazzi dalle colonne del Corriere della Sera ha esaltato l’attività di Raffaele Cantone, presidente dell’autorità nazionale anticorruzione, ed ha attribuito a Carlo Cottarelli un eccesso di timidezza (“dottor Cottarelli le chiediamo un po’ di coraggio!”) nell’espletamento delle sue funzioni di commissario alla spending review.

Cottarelli, che non ha la faccia di una persona timida, non ha risposto direttamente, ma dal suo blog ha sparato una bordata al governo, ripresa dalla stampa, criticando in particolare la pessima abitudine della copertura di spese pubbliche tramite “future operazioni di revisione della spesa”.

Seppure le coperture si dimostreranno adeguate, gli impegni del governo non consentiranno mai la riduzione della spesa pubblica e quindi la riduzione delle tasse e quindi il rilancio dell’economia, che deve passare attraverso il contenimento della mano pubblica e della spesa. E’ principio elementare di economia che la mano pubblica, fornitrice di servizi (o disservizi), si possa nutrire soltanto dei risultati, teoricamente marginali, delle attività produttive, consentendo con la maggior parte di tali risultati investimenti e sviluppo, oltre alla legittima soddisfazione dei fabbisogni personali.

Ma il principio elementare non è noto a chi di dovere da tantissimo tempo, altrimenti tutti coloro che direttamente e indirettamente hanno attinto al debito da oltre trenta anni a questa parte dovrebbero essere tacciati di tradimento della fiducia pubblica. Cottarelli ha fatto bene a farsi sentire e dovrà effettivamente dimostrare coraggio, ma non può essere lasciato solo a confrontarsi con il moloch della spesa. Il Nuovo Mille, che, nel 2006, sull’Opinione promosse un’inchiesta sulle società partecipate del comune di Roma, con particolare riguardo a Risorse per Roma e alla Nuova Fiera, non farà mancare il suo sostegno.

Giavazzi ha concluso l’editoriale con la proposta che gli uffici di Cottarelli e Cantone siano accorpati, sull’assunto che alcune spese pubbliche, minori o maggiori, meritino di essere valutate sotto il profilo della liceità. Il suggerimento è del tutto condivisibile e il Nuovo Mille scriverà presto ai due uffici per segnalare distorsioni e macroscopiche lesioni di diritto che richiedono pronta correzione nell’interesse di sistema.

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