Comiche finali tra Grillo e Conte


Dove vanno i Cinque Stelle? Gli risparmiamo la battuta che Grillo non avrebbe esitato a dispensare e diciamo che, secondo noi, non vanno da nessuna parte. Neanche se Grillo e Conte torneranno a inciuciare tra loro.

Di che pasta i Cinque Stelle siano fatti si è visto nel corso dei governi Conte 1 e 2, e gli elettori se ne sono accorti. Nel frattempo, i più manovrieri, approfittando delle funzioni, si sono costruiti clientele e sponde, nazionali ed estere, quel tanto che serve per candidarsi in un partito molto ridimensionato o per ricollocarsi altrove.

Chiedete a Toninelli, a Morra, alla Ruocco e alla Taverna, per fare qualche nome, se pensano di essere competenti e se hanno fatto bene o male per il paese.

Le polemiche sullo statuto, preparato da Conte (con l’aiuto di Casalino) a sua immagine e somiglianza, sono balle. Lo statuto è stato il pretesto per la lite in diretta, per rilanciare l’attenzione dei media su entrambi. Grillo ha reclamato a gran voce di non essere fesso. Ed è vero. Altri sono gli aggettivi che gli si addicono.

Conte ha cambiato pochette, ha annunciato il partito dei fan che si accalcano alla sua porta, ma non ha messo mano al portafoglio, nella fiducia che altri intervengano per lui. Chiediamo ad Alpa, suo mentore accademico, cosa ne pensa, se sia deluso o soddisfatto. Se il giro di affari dello studio sia diminuito o aumentato. Le relazioni internazionali contano, quanto meno per fare scena.

Conte da vice dei suoi vice Di Maio e Salvini ha fatto tanta strada in poco tempo, fino ad essere acclamato vincitore della partita europea post-pandemica, fino all’ennesima congiura di Renzi, che questa volta bisogna ringraziare.

Si parla spesso delle porte girevoli tra magistratura e politica. Mai di quelle tra politica e affari. Alfano è un altro esempio eccellente del peso della politica sul mondo degli affari. Dalla poltrona di ministro è passato al ruolo di partner di un primario studio legale italiano. E la lista è ben più affollata.

Per concludere che, vada come vada, Grillo ha riconquistato lo spazio mediatico perso a favore di Conte, con tutti gli effetti che servono in un mondo “complesso”. E Conte ha dato una svolta alla sua vita. Del tutto positiva, purché non esageri e non confonda autocrazia con autarchia.     

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*