Spiriti corsari nel Mediterraneo


Un peschereccio italiano è stato “avvertito” da una motovedetta libica con colpi di arma da fuoco che hanno ferito il comandante. A dicembre scorso si è risolto affannosamente, dopo mesi di prigionia, il sequestro di un intero equipaggio.

Sono due episodi recenti di un conflitto alimentato dallo spirito corsaro che, un tempo, produsse l’impero ottomano e che, oggi, si riaffaccia prepotente nel Mediterraneo, legittimato dalla stupidità di Sarkozy e dall’accondiscendenza di Obama nei confronti della finanza che l’aveva portato alla Casa Bianca.

Nessuno ricorda che l’impero ottomano ha conquistato e dominato per secoli tutto l’attuale Vicino e Medio Oriente, il Nord Africa e una parte dell’Europa orientale, e non ha mai smesso di insidiare le coste dell’Italia meridionale. Fino a 100 anni fa. Nella storia, ieri.

I nonni delle persone anziane dei paesi europei hanno temuto e combattuto spezzoni dell’impero ottomano. Lawrence d’Arabia, spia britannica, ha partecipato alla sollevazione dei popoli arabi contro il dominio turco per favorire il disegno inglese di una risistemazione dei potentati locali, puntualmente avvenuta, anche in funzione anti germanica.

Ma 500 anni di storia non si cancellano con un tratto di penna. Come dimostra il sogno o il progetto – si vedrà – di Erdogan, che sbeffeggia la presidente della commissione europea, tedesca come la Merkel. Ricorsi della storia.

Nel frattempo, è bene coltivare il rapporto burrascoso con la Libia, come fa Draghi, sapendo, però, che si tratta di equilibri precari. Che non si possono affidare al caso.

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