Europa di nuovo centrale nella storia


Biden prosegue nel Pacifico la politica di Trump, secondo le aspettative. Forse anche più duramente. Mentre i rapporti con la Russia di Putin si possono distendere.

Nel programma del prossimo summit i due leader discuteranno con dichiarati intenti propositivi “l’intera gamma delle questioni urgenti, mentre cercheranno di ripristinare la prevedibilità e la stabilità delle relazioni USA – Russia”. 

Il che non significa che cesseranno le schermaglie dialettiche, la propaganda, gli sgambetti e i conflitti locali di varia intensità nello scacchiere di comune interesse, molto vasto. A conferma che il mondo provvisoriamente bipolare immaginato dai Clinton si può ascrivere alla fantasia, più che alla concretezza della politica.

Kissinger, dall’alto della sua esperienza, fautore dell’apertura nei confronti della Cina negli anni 70 con Nixon, si è chiesto più volte, interdetto, negli anni 2000, dove volesse andare la politica americana. E non è riuscito a darsi risposte.

Perché, in effetti, la storia non è finita con il crollo del muro di Berlino e la dissoluzione dell’impero sovietico. Trump, con una inversione di tendenza rispetto ai Clinton, ha riconosciuto nella Cina il vero antagonista di questo secolo, e non ha perso occasione per denunciare le manovre imperialiste cinesi. Che potrebbero avere provocato la diffusione del covid 19, mancando di denunciarne i focolai, quando gli interventi precoci avrebbero potuto salvare centinaia di migliaia di vite.

Trump è stato sbeffeggiato dai media americani, che ora celebrano le iniziative di Biden per una organizzazione mondiale della sanità effettivamente indipendente ed efficace. Diversa da quella che ha finto di ispezionare i laboratori di Wuhan.

Oltre al Pacifico, sarà l’Africa il terreno di confronto tra grandi potenze. Continente in ebollizione, molto più che negli anni della decolonizzazione e nelle più recenti primavere arabe, da Nord a Sud, è urgente che anche l’Europa rivendichi il suo ruolo di partner industriale e commerciale a tutela della civiltà mediterranea.

Draghi ha dato segnali di attenzione e di comprensione della funzione di centralità che la storia ancora una volta sta consegnando all’Europa.

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