Dottrina Mitterand, prove di resistenza


10 arresti, parzialmente eseguiti, su 200 richieste di estradizione dalla Francia in Italia. Parliamo dei terroristi rifugiati in Francia, protetti dalla dottrina Mitterand.

Che non è mai stata indagata a fondo, né dalla politica italiana, né dalla stampa, in molti casi amica dei terroristi, tramite legami lontani, ma forti. Forse, anche per legami di sangue, delle vittime.

Appena si è avuta la notizia dell’arresto, sono insorte voci umanitarie e la ministra Cartabia, pratica di giustizia, ma neofita della politica, messa verosimilmente alle strette, ha parlato di chiarezza e riconciliazione. Dopo il giro di opinioni nei salotti tv, le anime buone si sono tranquillizzate.

Prima di tutto ci vorranno anni per la procedura di estradizione, che sembra destinata a essere più un momentaneo successo politico, che giudiziario. Poi, seppure venga eseguita, si può essere certi che chiarezza non vi sarà.

Non sulle vicende specifiche delle persone arrestate, su cui c’è già, quanto meno, la verità giudiziaria. Non sulle vicende più opache, su cui si intrecciano spezzoni di verità giudiziarie e politiche, trasferite in romanzi o film di successo. Che hanno contribuito ad appannare e non a chiarire

Violante, intervistato come ex magistrato ed ex politico, tuttora impegnato in politica, ha dichiarato, ad esempio, che sul caso Moro si sa ben poco, malgrado le numerose commissioni parlamentari e i numerosi processi, seguiti anche da condanne.

Secondo noi, chi ha mezzi e funzione, non deve o non dovrebbe lasciarsi sfuggire l’occasione per frugare a fondo nella dottrina Mitterand, nelle origini, negli scopi, nelle complicità, che si sono perpetuate e insediate ai vertici delle funzioni pubbliche d’oltralpe e ora non piacciono più, nemmeno in Francia.

Ad esempio, non piacciono ai generali, che hanno preso carta e penna e hanno scritto al popolo francese. Come non viene fatto in Italia. 

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