Caso Hancock, nuovo scandalo politico in UK


Nulla a che vedere con lo scandalo Profumo che, negli anni 60, appassionò l’opinione pubblica britannica e mondiale per gli ingredienti di spy story tipici della guerra fredda.

Molto banalmente si era venuto a sapere, tramite fonti riservate ma interessate, che Profumo, ministro della guerra, e l’attaché militare dell’ambasciata russa condividevano – sembra in momenti diversi – le attenzioni della stessa modella, Christine Keeler, disinibita e loquace.

L’attaché fu prontamente rispedito al mittente e Profumo perse il posto, accomiatandosi per sempre da una, fino ad allora, brillante carriera politica. Sembra che sia stato fortemente sconsigliato dalla pubblicazione delle sue memorie. Il mitico servizio di controspionaggio della regina non avrebbe gradito e chissà a quali severi rimedi sarebbe ricorso.

Matt Hancock, ministro della sanità inglese fino a pochi giorni fa, non ha fatto nulla che potesse inquietare i servizi segreti, almeno non in epoca di benessere sanitario. Se non fosse stato per la pandemia, l’innocente abbraccio (senza mascherina) con l’avvenente consulente in gonnella che frequentava il salotto ministeriale non sarebbe stato stigmatizzato. Tutt’al più, i compagni di college del ministro avrebbero commentato divertiti l’abitudine bizzarra del classmate di indulgere in frequentazioni femminili.

Invece, le circostanze hanno richiesto addirittura il licenziamento. A nulla è valso il successo della campagna vaccinale. Hancock è stato messo alla porta da Boris, BoJo per i fan, che ha raccomandato l’assunzione di un ministro della sanità affetto da misoginia.     

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