L’intelligenza artificiale: potenziale catalizzatore di una futura crisi finanziaria?

0
190
Intelligenza artificiale
Intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale, con la sua capacità di apprendere e adattarsi, ha avuto un grande impatto su molti settori, come la medicina, l’automazione industriale, l’intrattenimento e la finanza. Però, nonostante le sue potenzialità, ci sono anche preoccupazioni riguardo ai rischi che potrebbe comportare, soprattutto nel delicato settore finanziario.

Il presidente della Securities and Exchange Commission (SEC), Gary Gensler, ha recentemente espresso le sue preoccupazioni riguardo all’adozione precipitosa dell’intelligenza artificiale da parte di Wall Street. In un’intervista al Financial Times, Gensler ha sottolineato come l’IA potrebbe essere la causa di una futura crisi finanziaria. Secondo lui, è quasi inevitabile che entro la fine degli anni 2020 o l’inizio degli anni 2030 si verifichi un crollo finanziario a causa della crescente dipendenza dai modelli sviluppati dalle aziende tecnologiche.

Le sue parole sono chiare: “Penso che in futuro avremo una crisi finanziaria… e dopo l’evento le persone diranno ‘Aha! C’era un aggregatore di dati o un modello… su cui ci siamo affidati’. Potrebbe riguardare il mercato dei mutui o un settore del mercato azionario”.

La preoccupazione di Gensler non riguarda solo l’intelligenza artificiale in sé, ma anche la mancanza di una regolamentazione adeguata. Egli ha chiesto una regolamentazione dell’IA che affronti sia i modelli sviluppati dalle aziende tecnologiche sia il loro utilizzo da parte delle banche di Wall Street. Questo rappresenta una sfida inter-regolamentare, poiché la maggior parte delle regolamentazioni attuali riguarda singole istituzioni, mentre l’IA ha un impatto orizzontale che coinvolge molteplici entità.

Intelligenza artificiale e Wall Street

Le banche di Wall Street hanno accolto con entusiasmo l’uso dell’IA generativa, specialmente dopo il lancio di ChatGPT. Ad esempio, Morgan Stanley ha introdotto un assistente virtuale basato sul modello GPT4 di OpenAI per aiutare i suoi consulenti finanziari. Allo stesso tempo, JPMorgan ha depositato un brevetto per un modello IA chiamato ‘IndexGPT’ per assistere i trader nella scelta dei titoli in cui investire.

Tuttavia, nonostante l’entusiasmo, alcune banche hanno adottato misure di cautela. Goldman Sachs, Deutsche Bank e Bank of America hanno vietato ai loro dipendenti di utilizzare il chatbot ChatGPT, evidenziando le preoccupazioni sulla sicurezza e l’affidabilità della tecnologia.

L’adozione rapida dell’IA nel settore finanziario solleva domande cruciali. Cosa succederebbe se molte istituzioni si affidassero allo stesso modello o aggregatore di dati e questo avesse una falla o venisse compromesso? La concentrazione del potere e la dipendenza da un singolo modello o tecnologia potrebbero amplificare i rischi, portando a effetti a catena nell’intero sistema finanziario.

In conclusione, nonostante le straordinarie opportunità offerte dall’intelligenza artificiale per migliorare l’efficienza e l’innovazione nel settore finanziario, è fondamentale procedere con cautela. La regolamentazione adeguata, la diversificazione dei modelli e una comprensione approfondita dei rischi sono indispensabili per garantire che l’IA sia un vantaggio e non rappresenti una minaccia per la stabilità economica globale.