L’instabilità in Medio Oriente: un nuovo rischio per le economie globali

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Medio Oriente
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L’attuale esplosione del conflitto militare in Medio Oriente costituisce una nuova minaccia per l’economia mondiale. Le conseguenze di questa crisi potrebbero manifestarsi in nuove tendenze inflazionistiche e potrebbero minare la fiducia economica in un momento in cui le banche centrali avevano espresso speranze di contenere l’aumento dei prezzi innescato dalla pandemia e dall’invasione russa dell’Ucraina nel 2022.

L’ondata di violenza inaspettata in Israele, con centinaia di vittime a seguito dell’invasione da parte dei combattenti di Hamas dalla loro enclave di Gaza e la risposta decisa di Israele, ha aggiunto la possibilità di un conflitto più ampio in Medio Oriente al senso di instabilità globale causato dalle azioni militari russe quasi due anni fa.

L’impatto di questo conflitto potrebbe non essere immediato e dipenderà dalla durata e dall’intensità dello stesso, nonché dalla possibilità che si estenda ad altre parti della regione. Come affermato da Agustin Carstens, direttore generale della Banca dei Regolamenti Internazionali, durante una presentazione all’Associazione Nazionale per l’Economia Aziendale, “è ancora troppo presto per trarre conclusioni” sulle possibili implicazioni, anche se i mercati del petrolio e delle azioni potrebbero subire ripercussioni immediate.

Medio Oriente: come la guerra può impattare l’economia

Tuttavia, la guerra ha il potenziale di aggiungere un insieme imprevedibile di forze a un’economia globale già in rallentamento. Carl Tannenbaum, economista capo di Northern Trust, ha sottolineato che “qualsiasi fonte di incertezza economica ritarda il processo decisionale e aumenta i rischi”.

La questione centrale è se questa nuova esplosione di violenza in Medio Oriente potrebbe alterare l’equilibrio a lungo termine della regione, che è già caratterizzata da decenni di instabilità.

Questi e altri temi correlati saranno probabilmente al centro dell’agenda dei leader finanziari globali che si riuniranno questa settimana in Marocco per le riunioni del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. Le banche centrali si trovano ora di fronte al dilemma di capire se il conflitto porterà a nuove pressioni inflazionistiche o se avrà un impatto tale da far vacillare l’economia.

Gli ufficiali della Federal Reserve hanno citato i recenti alti prezzi dell’energia come un possibile rischio per le loro previsioni di inflazione in calo. Con un conflitto che attualmente si svolge in una regione produttrice di petrolio, l’attenzione sarà rivolta alla reazione dei commercianti e dei principali attori come l’Iran e l’Arabia Saudita.

Karim Basta, economista capo di III Capital Management, ha sottolineato che “il conflitto comporta un rischio di prezzi del petrolio più alti e rappresenta una minaccia sia per l’inflazione che per le prospettive di crescita”.

In conclusione, mentre le banche centrali e i mercati finanziari cercano di navigare in questo nuovo scenario di incertezza, l’attenzione sarà rivolta alle potenziali ripercussioni economiche di un nuovo conflitto regionale. La guerra in Medio Oriente minaccia non solo la pace e la stabilità della regione, ma potrebbe anche avere gravi conseguenze per l’economia globale.