domenica, Giugno 23, 2024
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Ermal Meta tuona sui social: l’appello a Giorgia Meloni dopo il recente fatto di cronaca

Ermal Meta, dopo aver espresso il suo sconcerto riguardo al fatto di cronaca della violenza di Palermo, si è rivolto a Giorgia Meloni per chiedere un ferma e decisa azione contro gli stupri. In un video pubblicato sui social, il cantautore si è dichiarato profondamente provato dopo aver letto tutte le storie di abusi che gli sono state raccontate. E, come riferisce il Corriere della Sera, ha deciso di rivolgersi direttamente alla leader politica per cercare di cambiare le cose.

Ermal Meta, il suo giudizio sul fatto di cronaca di Palermo

Ermal Meta ha scelto i social media come mezzo di comunicazione, condividendo un video di alcuni minuti. Il cantante è tornato a parlare del terribile episodio dello stupro di gruppo di Palermo. Dopo il suo commento indignato, è emerso un serio dibattito sui castighi che dovrebbero subire gli stupratori e sulle difficoltà che ancora oggi le vittime hanno nel denunciare.

Nel video, il cantautore ha affermato di sentirsi provato per quanto accaduto negli ultimi giorni e per tutte le testimonianze di maltrattamenti, abusi e violenze che gli sono giunte sui social. Ha evidenziato che molti non hanno denunciato per paura e mancanza di fiducia, e che la maggior parte di coloro che hanno denunciato non è stata creduta. Per questo motivo, ha rivolto un appello diretto alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

L’appello a Giorgia Meloni sui social

Nonostante non abbia votato per Giorgia Meloni, Ermal Meta si è offerto di fare qualcosa per cambiare questa situazione. Ha precisato che non intende fare un attacco alla giustizia italiana né cercare polemiche. Piuttosto, intende portare la voce di chi ha paura di parlare, sottolineando l’importanza di porre fine al silenzio degli innocenti. Il cantautore ha aggiunto che non entrerà nel dettaglio della sua motivazione personale. Ma ha affermato che le persone vengono abbandonate e considerate perse quando vengono lasciate sole e nessuno ascolta e riconosce il dolore dell’altro.

Infine, ha precisato che non si tratta di una questione di “occhio per occhio”. Tuttavia, è d’accordo riguardo alla rieducazione come priorità. Le persone possono essere rieducate ma a suo dire, senza la giusta pena proporzionata al danno che causano, nulla può accadere. Ha infine sottolineato che nessuno ha paura della rieducazione, ma è possibile avere paura della pena.

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