giovedì, Luglio 18, 2024
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Elena Sofia Ricci difende Ermal Meta dalle critiche e condivide un racconto choc: le parole dell’attrice

Elena Sofia Ricci si mobilita per difendere Ermal Meta da recenti accuse di giustizialismo, come riporta Today. Sotto un post Instagram del cantante, l’attrice l’ha difeso dalle critiche negative che ha ricevuto dopo aver espresso il suo pensiero sul caso di cronaca legato allo stupro di Palermo. E ha raccontato una terribile esperienza personale che rimarrà indelebile nella sua mente.

Elena Sofia Ricci, il racconto sull’abuso subito durante l’infanzia

Ermal Meta è intervenuto sui social in merito alla notizia di cronaca legata allo stupro di Palermo, esprimendo il desiderio di una giusta vendetta per gli aggressori. Tuttavia, queste parole sono state contestate per il loro potenziale effetto diseducativo. Tuttavia Elena Sofia Ricci è intervenuta in favore del cantante, sottolineando che non crede che le sue intenzioni fossero negative.

“La tua anima bella non può essere fraintesa”, ha scritto l’attrice. La quale ha anche condiviso la sua personale esperienza come vittima di abuso durante l’infanzia. Il racconto choc: “A 12 anni tentai di proteggermi con un disegno che avevo fatto, un foglio di carta colorato, dall’abuso di un signore molto grande e molto stimato che conosceva bene la mia famiglia. Ho potuto parlarne solo pochi anni fa. Segni che restano per sempre”.

La testimonianza dell’attrice e il pensiero social di Ermal Meta

In passato, Elena Sofia Ricci aveva già raccontato questa terribile esperienza, sottolineando che altre donne erano state vittime della stessa persona, tanto che alla fine l’uomo era finito in prigione grazie alle loro denunce. Tuttavia, all’epoca l’attrice non aveva fatto denuncia, poiché non voleva arrecare dolore alla madre. Questa violenza ha però lasciato un segno indelebile su di lei nel corso degli anni.

Recentemente, Ermal Meta aveva difeso la sua posizione ribadendo le sue intenzioni e condividendo i messaggi privati che ha ricevuto da persone che sono state vittime di abusi: “Persone reali, con dolori reali, senza filtri, senza finzioni, senza sconti. Fanno male, ma certi dolori è necessario conoscerli. Mentre fingete di indignarvi per le mie parole, provate a leggere le loro. Il paese reale è la fuori, non qui dentro. Prenderne consapevolezza è il primo passo. Mi sembra chiaro se servano leggi stringenti per far sentire le donne che subiscono abusi e molestie in grado di denunciare senza alcuna remora, senza sfiducia e senza paura”.

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