Vaticano, finanze allo sbando


Distrazione di fondi dalle opere di bene alle tasche di amici e parenti. Questa l’accusa che coinvolge alti prelati e dirigenti del Vaticano, in concomitanza con la condanna appena comminata di un ex presidente e di suoi sodali per vendite addomesticate di beni immobili di proprietà dell’istituto. Nel frattempo, decolla l’inchiesta sugli investimenti “sballati” fatti a Londra.

Niente di nuovo sotto il sole. E’ una riedizione in tono minore dello scandalo, ben più devastante sotto il profilo patrimoniale e reputazionale, dello IOR, la banca vaticana, che negli anni 70 e 80 del secolo scorso ha segnato una stagione di malversazioni e di morti.

La più nota, quella di Roberto Calvi, detto banchiere di Dio o dagli occhi di ghiaccio, che ripose la sua fiducia nella gente sbagliata, di qua e di là dal Tevere, e venne impiccato a Londra sotto il ponte di Blackfriars. Si disse che Calvi era stato artefice di ingenti ammanchi in danno di ambienti criminali. Per conto di chi e con quali scopi, non si è mai veramente saputo.

Per anni è stata divulgata la leggenda che le distrazioni dello IOR siano servite a finanziare Solidarnosc, il sindacato dei cantieri navali polacchi, in funzione anticomunista e antisovietica. Sottoposta ad un minimo di analisi critica, la leggenda è ben poco attendibile. In quegli anni, con quei soldi, lo IOR, se avesse voluto, avrebbe potuto comprare l’intera Polonia, con il pieno consenso dell’Unione Sovietica.

Altre sono state, verosimilmente, le destinazioni di quel fiume di denaro, di cui non si è mai saputa l’effettiva entità. In un contesto gestionale più misterioso che opaco e malavitoso della banca vaticana, mai dipanato, malgrado le dichiarazioni pubbliche dei vertici amministrativi e istituzionali. Con il consueto contorno di personaggi discussi, a dir poco. Pagati dalla banca sotto varie forme.

Se veramente qualcuno vuole fare pulizia nelle finanze vaticane, cominci a dire cosa è successo in quegli anni, chi è stato pagato e perché. Per rendere giustizia ai morti incolpevoli e per riguadagnare la fiducia dei fedeli.     

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