Truffe finanziare online, un terreno ancora sconosciuto


Le truffe online sono una minaccia in costante aumento e, nonostante l’allarme, queste pratiche non cedono terreno e continuano ad avanzare.

L’impatto è notevole in tutti gli ambiti (compreso quello aziendale e professionale) e l’infodemia (la pandemia delle informazioni, spesso non genuine) è la variabile – ormai concreta – d’aiuto per far aumentare i rischi per tutte le categorie sociali.

Le denunce sono aumentate, specialmente per frode finanziaria online (connesse agli investimenti in nuovi strumenti finanziari e di scambio, come le cryptocurrency) e gli organi di sicurezza nazionale hanno sempre più difficoltà nella gestione di queste pratiche.I criminali (frodatori) informatici spesso si nascondono in Paesi lontani e con giurisdizioni non molto “compliant” con quella italiana, garantendo una via di fuga certa per i delinquenti.

Ma come fanno? Le modalità di azione sono molteplici, alcune sono sofisticate, altre molto rudimentali, ma sono tutte connesse al fatto che hanno come scopo l’inganno, spesso collegato anche all’identità dell’esecutore, come il “phishing bancario”, la pratica con cui un attore invia una comunicazione online dicendo di essere un rappresentate di un ente creditizio per ottenere un guadagno monetario o informativo (ad esempio reperire un documento di identità da utilizzare in un’ulteriore azione illecita ai danni del reale proprietario del documento).

Le frodi e truffe online non sono – però – praticate solo da criminali esteri. Sono numerosi i criminali italiani ad aver aderito a questa fattispecie. La Polizia Postale ha da poco arrestato un latitante (originario di Cosenza) ricercato da tempo e che aveva fatto perdere le sue tracce per sottrarsi al carcere, in seguito alla condanna definitiva a 7 anni per reati di associazione per delinquere finalizzata alla falsificazione di strumenti di pagamento, truffa, estorsione ed altro.

A tradirlo sono state le ulteriori truffe messe a punto nell’area geografica di Roma, che hanno consentito agli investigatori di identificarlo in un appartamento romano, in cui sono stati rinvenuti anche numerosi devices.

L’uomo è considerato dalla Polizia Postale il “re delle truffe online” (nonché componente di un’organizzazione criminale transnazionale) specializzato nella falsificazione di strumenti di pagamento e frodi informatiche.

Ma non tutti sono criminali esperti, spesso dietro a questi reati si celano persone comuni e sprovvedute, dotate solo di una conoscenza informatica leggermente sopra la media.

Questo ci consente di dire che i tempi in cui a compiere truffe e crimini erano criminali del calibro di Charles Sobhraj sono notevolmente mutati ed il contesto “fluido” attuale consente mezzi e capacità criminali a chiunque rendendo ognuno di noi una possibile vittima.  

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