Npl, scontri di vertice


Il tema all’ordine del giorno dell’economia è la riscossione degli Npl, i Non Permorfing Loans, i crediti in sofferenza delle banche, non riscossi per anni, che fanno gola a fondi esteri e società neo costituite in vena di affari a carico dei risparmiatori italiani. E’ un tema dell’economia, ma anche un tema della politica, che in Commissione Banche, presieduta da Casini, si interroga sulle responsabilità del sistema Italia, che, per decenni, ha prodotto inefficienze e ha penalizzato i cittadini. Le risposte non sono univoche, come spesso capita in Italia. E le responsabilità non sono definite, nemmeno quando si hanno a disposizione nomi, cifre, documenti e potestà di indagine.

Consob e Banca d’Italia sono le principali imputate. Il senatore Augello è assurto a difesa della Consob, contro la Banca d’Italia, chiedendo che alcuni atti fossero trasferiti alla Procura della Repubblica di Roma, e Casini, pur dichiarandosi perplesso, ha disposto di conseguenza. La Procura ha ricevuto gli atti, li studierà e, nel frattempo, la Commissione sarà sciolta per intervenuta fine della legislatura. Il cittadino ha l’impressione che gli argomenti dibattuti e le posizioni assunte a favore o contro il sistema della finanza e del credito siano segnali in codice, a favore o contro l’establishment, perché i Poteri Forti si regolino di conseguenza. Comunque non si ha l’impressione che i lavori della Commissione siano utili alla individuazione di responsabilità (teoricamente di pronta decifrazione, per quello che diremo) e alla messa a punto di rimedi, che sanzionino le malefatte e prevengano altre analoghe manovre di dissipazione del risparmio in danno dell’economia nazionale.

SEDE CONSOB SICUREZZA GUARDIE GIURATE

Il dato emerso, a seguito di controversie annose, riguarda le modalità di destinazione dei crediti e la pretesa incapacità di restituzione, in particolare da parte delle grandi imprese percipienti. Sulle effettive responsabilità delle inefficienze, che hanno provocato il danno dei circa 300 miliardi (la cifra continua a ballare) è già stata stesa da tempo, non da ora, una pesante coltre. In teoria non sarebbe impossibile (e nemmeno complicato) capire dove sono andati i soldi, in base all’aureo principio “follow the money”, chi ne ha beneficiato e come sono stati distribuiti, oltre la parte di spettanza dei distributori primi, gli amministratori, ben consapevoli che, a fronte dei loro piaceri presenti e passati e della sicurezza garantita alle generazioni successive delle rispettive famiglie, qualcosa, non molto, a questo punto, devono soffrire. Ma tra arresti domiciliari e prescrizioni in agguato i fastidi saranno attenuati e presto si dissiperanno. Rimane il business, dei fondi e delle società cessionarie degli Npl, che prendono in consegna cifre e nomi, con ampia facoltà di trattativa, utile ad altri, oltre che a sé stesse.

E’ noto che a pensar mal si fa peccato, ma spesso ci si coglie. Antonio Patuelli, Presidente dell’Abi, impegnato nel settore e anticamente in politica come deputato liberale, e quindi consapevole dei vizi connaturati al sistema del credito e alle esigenze della rielezione, ma persona per bene, dinanzi alla prospettiva della nefandezza di una riscossione al buio, in danno dei cittadini, ma premiante delle malefatte, si è subito espresso in favore della trasparenza totale. Pubblichiamo i nomi, ha detto, con tutto quel che segue. Noi aggiungiamo. Si devono pubblicare i nomi, ma si deve anche rispettare la legge, che teoricamente consente al creditore della banca di agire a propria tutela, non solo contro l’amministratore, ma contro tutti i responsabili dei danni. E, infatti, qualcuno ha già chiamato in giudizio i due soggetti pubblici principalmente addetti alla vigilanza, Banca d’Italia e Consob, per le rispettive funzioni.

Siamo in grado di dire, per esperienza pregressa di citazione in giudizio della Consob, per altri fatti (anche più nefasti), che il sistema del potere è complesso ed è in grado di reagire nei modi più sfrontati. D’altra parte, l’arroganza è connaturata al potere. E’ una caratteristica essenziale. Contro la quale può solo la legge. Se e quando viene applicata.

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