Mediaset e dintorni all’attacco


Berlusconi è senz’altro appannato in politica, ma lo è molto meno negli affari. Perché, anche se è ben consigliato, la manovra ad ampio raggio di dismissioni e investimenti degli ultimi mesi si deve senz’altro alla sua strategia lungimirante e alla sua zampata. Con quell’apparato e con quelle risorse, può sembrare semplice, ma non lo è affatto.

I leftovers del gruppo ’63, Umberto Eco in testa, si sono subito consorziati in un manifesto contro l’offerta di acquisto di Rcs Libri, accampando motivi di democrazia economica. Pietrangelo Buttafuoco fa parte del gruppo. Le piccole case editrici rimarrebbero ancora più sguarnite, se il mercato del libro si consolidasse nelle mani di Mondadori ed Rcs. Che insieme occuperebbero circa il 40 per cento del mercato, nemmeno la metà

Non una parola viene pronunciata dal gruppo dei benpensanti sulle utili ricadute interne dell’aggregazione editoriale e sulla conquistata capacità della prima casa editrice italiana a competere a livello globale. Salvo che non sia proprio questa previsione di capacità a incoraggiare la contestazione dei rivisitati intellettuali democratici.

La manovra è molto ampia e ancora non si capisce quali siano le priorità di Berlusconi. Che certamente, però, non ha intenzione di giocare a tresette ai giardinetti nell’intervallo delle passeggiatine igieniche di Dudù.

 

 

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