Lite Mediaset Vivendi, flottante di Borsa subisce scelte altrui


Vivendi-Mediaset uno a zero. Salvo ricorso in appello. Con quali tempi e prospettive? La battaglia di Mediaset è persa, ma la guerra continua? Con quale obiettivo? Fino a quando? Tutte domande finora senza risposta.

Il Sole 24 Ore, a torto o a ragione, non fa mistero di ritenere Mediaset vicina ad un punto di svolta. Scrive Andrea Biondi: “Non sono da trascurare i segnali arrivati dopo le sentenze del Tribunale di Milano nel contenzioso civile che hanno sostanzialmente visto vincitrice Vivendi … Il Cda Mediaset è atteso all’approvazione dei conti, ma anche ad altre decisioni importanti secondo i rumors”, con l’idea di iniziare a considerare Vivendi come azionista pieno, chiamato ad esprimersi nel merito delle cose”. 

Quell’approvazione dei conti sembra tanto “una resa dei conti” all’interno dell’azienda, su scelte che hanno riguardato gli investimenti e lo sviluppo della società. Che – non dimentichiamo – è quotata.

Noi, agli albori della vicenda giudiziaria, nel 2016, abbiamo timidamente sottolineato questo non trascurabile aspetto di una lite, a cui il convitato di pietra, il flottante, non è stato invitato a partecipare.

Ignoriamo se la Consob abbia assunto iniziative in merito alla tutela degli investitori, secondo noi dovute, posto che le scelte private degli azionisti di controllo si riverberano inevitabilmente, nel male e nel bene, nel valore delle azioni.

Oppure, se nella migliore delle tradizioni di Borsa, il popolo degli azionisti è condannato a subire in silenzio le scelte altrui, che riguardano legittimi interessi privati e che, però, influenzano altri interessi, altrettanto legittimi.

Questa è una vicenda destinata a lasciare un segno nella storia della Borsa, anche se finora così non sembra. Vorremmo che il segno fosse benevolo per i risparmiatori.  

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