Gli economisti amici di Provenzano


La sinistra del Pd, in versione accademica, ha sferrato l’attacco al piano di risanamento del governo Draghi. Mentre Letta, non sapendo che pesci prendere, si gingilla con le boutade di turno.

Abbiamo già segnalato il rilievo di Provenzano, ex ministro, rosso di pelo e di cultura, che Draghi abbia osato assumere consulenti da lui ritenuti “ultras liberisti” in quanto critici delle anomalie di spesa pubblica

Ora, un drappello di economisti (sulla cui competenza non siamo in grado di esprimere giudizi, ma in linea di massima, magari per pregiudizio, riteniamo Draghi e i suoi consulenti più credibili) se la prende con Antonio Polito, che, dalle colonne del Corriere della Sera, ha criticato Provenzano per avere dato il là all’iniziativa, tra l’altro con espressioni ritenute improvvide.

Non entriamo nel merito delle espressioni, per non incorrere nel dibattito da bar sport. Rimaniamo al fatto. Che da Provenzano e dal drappello degli economisti non sia stato criticato – motivatamente – il piano, magari in favore di una prospettiva diversa per la soluzione di questioni specifiche, ma sia stata criticata la scelta di persone, evidentemente non organiche al gruppo di riferimento dei firmatari.

Eppure, basterebbe guardarsi intorno per notare che in molti posti pubblici di comando sono insediati (o inchiavardati?) dirigenti che hanno dato di sé pessima prova. Ne abbiamo indicati a iosa nei nostri articoli, sempre motivando la critica.

Su questi conclamati incompetenti, nominati dai vari governi che hanno preceduto il gabinetto Draghi, non abbiamo mai letto alcuna critica. Eppure, alcuni hanno provocati guasti notevoli all’economia.

Dobbiamo concludere che i guasti non siano stati notati, a demerito dello spirito di osservazione di Provenzano e degli economisti organici, oppure che quei guasti, in danno della spesa pubblica, non siano considerati tali. A ragione del fatto che non è guasto quel che è guasto, ma soltanto quel che si vuole considerare tale. Alla faccia dell’utilità della spesa pubblica.      

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