Difendiamo Fincantieri

Fincantieri

L’acquisizione francese di Fincantieri ha occupato per varie settimane le pagine dei giornali italiani e francesi. Poi la tensione si è (apparentemente) allentata e le dichiarazioni dei politici si sono diradate. Crediamo che, nel frattempo, politici e dirigenti abbiano trattato. E non sulla base dell’offerta di Fincantieri, ma sulla base del veto opposto da Macron. Che, in effetti, chiede il controllo di fatto, se non di diritto, sull’investimento italiano, pretendendo, forse, in cuor suo, di partecipare al governo dell’attività del gruppo.

E’ noto, infatti, agli operatori, e ancor più ai finanzieri, che, tramite il controllo di alcuni fattori, apparentemente periferici, tra cui la finanza e le risorse tecnologiche, si può esercitare un controllo di fatto su un intero gruppo. E Macron di questo è ben consapevole, essendo stato dirigente della banca d’affari Rotschild, impegnata in numerosi affari in Italia, così come in Francia e nel resto del mondo. Il ministro Calenda, pratico, a sua volta, di attività di impresa, l’ha capito molto bene ed ha assunto una posizione ferma, dichiarando che le condizioni dell’investimento italiano in Francia devono rimanere inalterate.

Apprezziamo la fermezza e il proposito del ministro, ma non siamo d’accordo con lui che la trattativa sulla offerta originaria di acquisto possa portare ad una soluzione di compromesso – perché di questo, comunque, si tratta – di interesse per entrambe le parti, e cioè per Fincantieri, da una parte, e la Francia, nell’articolazione delle sue funzioni, da Macron in giù, dall’altra. E non basta il peso di Calenda a bilanciare l’esito e le prospettive dell’investimento italiano, quanto meno nella prospettiva di un decennio (il medio – lungo termine).

Vista la presa di posizione francese, se Fincantieri, eventualmente sostenuta dalla politica, ma in base alla propria esclusiva decisione strategica, deciderà di incentivare il progetto, dovrà rivedere le condizioni dell’offerta e richiedere garanzie più ampie, giuridiche e politiche, di attuazione del progetto di lungo termine, mediante un piano destinato ad essere il fondamento del contratto e dell’accordo bilaterale di governo. Fincantieri è un’impresa affermata in Italia e all’estero, impegnata nella nautica civile e militare, ed è, allo stesso tempo, pubblica e privata. Non può essere lasciata sola.

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