Chicco Testa scrive, Andrea Orlando risponde


L’Espresso ha pubblicato un interessante scambio di vedute tra Chicco Testa, attualmente rappresentante in Italia della società inglese Mediterranean Oil & Gas, che vorrebbe realizzare da (molto) tempo una piattoforma estrattiva al largo delle coste abruzzesi, e Andrea Orlando, ministro dell’Ambiente, che resisterebbe ingiustificatamente all’investimento, destinato peraltro a generare un impatto significativo per l’economia locale.

Chicco Testa attribuisce, infatti, valenza soprattutto demagogica alla incresciosa mole di ostacoli che il ministero oppone alla realizzazione del progetto. Andrea Orlando risponde e conferma, di fatto, che gli ostacoli sono di natura demagogica. Infatti “il progetto viene contestato perchè i cittadini hanno paura (o sono convinti) che il danno collettivo sia più grande dei vantaggi petroliferi … emerge un conflitto anche sociale tra modelli di economia (petrolio contro turismo) tra diversi usi del territorio …“. Ma Chicco Testa nella sua lettera precisa che “qualcuno ha costruito ridicole contrapposizioni tra quella attività e il turismo … in Emilia Romagna ci sono cinque volte le piattaforme petrolifere presenti in Abruzzo e acque molto più pulite … e un turismo enormemente più sviluppato“.

In conclusione della lettera, il ministro, che pure, in altre sedi, non cessa di invocare giustamente la creazione di posti di lavoro, non concede nulla alla prospettiva della realizzazione in tempi di umana sostenibilità. In definitiva, il progetto potrebbe saltare, l’investimento previsto di 300 milioni di euro sarebbe dirottato altrove e le centinaia o migliaia di posti di lavoro non sarebbero realizzati con gravi conseguenze sull’economia locale e nazionale.

Si tratta di una mentalità, già incoraggiata dalla cattiva politica e dalla concorrenza estera, che il bel paese debba tornare alle condizioni prebelliche quando l’analfabetismo era diffuso, i contadini non avevano le scarpe, le donne non votavano, i prepotenti facevano il bello e il cattivo tempo, come regolarmente succede quando la fame e la sopraffazione, invece del diritto che è certezza e tutela dei deboli, regolano l’ambiente sociale.

Sembra che Andrea Orlando equivochi sulla funzione della politica, che è chiamata a soddisfare le esigenze della collettività, non soltanto a rendersi interprete delle pulsioni irrazionali e dei conflitti campanilistici. Per quello che conta, nella generale disattenzione dei mezzi di informazione per le effettive esigenze della società, che soffre di politica demagogica e clientelare, il Nuovo Mille, antesignano nella denuncia della pericolosissima deindustrializzazione del paese, sostiene le ragioni di Chicco Testa e dell’investimento energetico.

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*