Antiriciclaggio, Dubai nella lista “grigia” e Malta in quella “bianca”.


Nell’antiriciclaggio esistono tre liste: la white list (per gli stati virtuosi), la grey list (per gli stati che stanno colmando le proprie lacune in materia di antiriciclaggio) e la balck list (per gli stati a forte rischio, anche normativo, di illeciti in materia AML).

Il controllo sugli Stati in materia di illeciti connessi al riciclaggio è preposto il GAFI-FATF (Gruppo d’azione finanziaria intergovernativo) che ha recentemente svolto una riunione strategica in materia normativa e di aggiornamento delle liste.

Dai lavori, l’aggiornamento più importante ha riguardato la «lista grigia», ovvero gli Stati che hanno avviato un percorso per rimediare alle carenze normative e di controllo-cooperazione per il contrasto al riciclaggio ed al finanziamento del terrorismo.

Nella grey list, con questo aggiornamento, entrano gli Emirati Arabi Uniti che – nonostante gli sforzi – ancora non soddisfano i requisiti per far parte del gruppo in lista “bianca”, anche se Dubai ha fatto notevoli passi in aventi (confische, controlli e segnalazioni). Il dato dolente è ancora la normativa, non troppo performante in termini di sanzioni.

Al contrario, invece, Malta entra finalmente nella lista bianca, grazie ai numerosi miglioramenti del legislatore (specialmente in materia di parametri per l’identificazione del “titolare effettivo” di un’impresa). Per tale motivo il GAFI ha intenzione di recarsi a La Valletta.

L’aggiornamento delle liste è fondamentale, in quanto, non solo aiuta i Paesi in white list ad identificare al meglio la compliance da adottare di volta in volta nel caso in cui si dovessero trovare dinnanzi un operatore economico in grey o black list, ma anche per applicare un continuo miglioramento e concretizzare nel tempo la posizione in white list, con benefici economici senza precedenti.

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