Tarchi e Ventura su azione senza pensiero


Abbiamo letto e riletto l’intervista di Marco Tarchi e Sofia Ventura sulla Destra di Salvini e Meloni “disuniti della lotta”, pubblicata da La Lettura del Corriere della Sera, a firma di Antonio Carioti. Per capire quale fosse il pensiero dietro le domande e le risposte.

Abbiamo concluso che non vi fosse un pensiero, nemmeno critico, sulla Destra, se non quello del giornalista di offrire al lettore un quadro desolante sull’offerta politica di Salvini e Meloni, e, in sostanza, sulla capacità di giudizio degli elettori. Pienamente condiviso sia da Ventura, che da Tarchi, come si capisce dalle ultime due risposte.

Dice, infatti, Ventura: “Un tempo il dibattito culturale offriva idee e progetti ai partiti, per esempio nell’area socialista con l’esperienza della rivista Mondoperaio. Ma oggi in Italia la politica è concepita sempre meno come pensiero e sempre più come azione”. Giuseppe Mazzini, fautore di pensiero e azione, non sarebbe stato d’accordo. E nemmeno i rappresentanti del Partito di Azione avrebbero gradito.

Aggiunge Tarchi: “Se mi è concessa una battuta, un tempo i politici leggevano le riviste culturali d’area, oggi sono troppo impegnati a farsi sentire sui social”. In sostanza, la diagnosi dei due politologi è assenza dei cittadini e ignoranza dei politici.

Su questo i due intervistati sono d’accordo. Non c’è, però, nell’intervista, una parola sul significato di Destra (e di Sinistra), oggi. E, soprattutto, non c’è una parola sulle cause dell’assenza di dibattito e del distacco rassegnato dei cittadini. Che si può ascrivere anche, ma non solo, a responsabilità di molti pensatori di professione e di molti giornalisti.

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