lunedì, Ottobre 12, 2026
HomeAttualitàBonus casa al 65%, la sorpresa che può cambiare i lavori: dagli...

Bonus casa al 65%, la sorpresa che può cambiare i lavori: dagli infissi ai condizionatori, cosa c’è davvero sul tavolo

Una detrazione più alta per chi rende la propria abitazione meno energivora potrebbe diventare una delle novità più interessanti della prossima stagione dei bonus edilizi. Il Governo sta infatti valutando un ritorno dell’Ecobonus al 65% per determinati interventi di efficientamento energetico effettuati sull’abitazione principale, rispetto all’aliquota del 50% prevista nel 2026 in presenza dei requisiti richiesti.

La misura, però, non è ancora legge. L’ipotesi è destinata a essere valutata nell’ambito della Manovra 2027 e potrebbe cambiare durante il percorso politico e parlamentare. Il punto interessante riguarda soprattutto la filosofia dell’intervento: aumentare lo sconto fiscale per i lavori che riducono concretamente i consumi, distinguendoli maggiormente dalle normali opere di ristrutturazione.

Fra gli interventi indicati come possibili beneficiari figurano sostituzione degli infissi, pompe di calore e climatizzatori ad alta efficienza, cappotti termici, schermature solari, sistemi ibridi e solare termico. Non significa quindi che qualsiasi acquisto per la casa permetterebbe automaticamente di recuperare il 65% della spesa.

Dietro la proposta c’è anche un dato economico rilevante. La nuova flessibilità europea collegata alla sicurezza energetica potrebbe mettere a disposizione dell’Italia uno spazio di bilancio potenziale nell’ordine dei 14 miliardi di euro, da utilizzare per misure coerenti con la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili. La Commissione europea ha infatti aperto alla possibilità di una maggiore flessibilità per investimenti capaci di rendere il sistema energetico più resiliente e accelerare la transizione.

E gli italiani hanno già dimostrato di utilizzare ampiamente gli incentivi dedicati all’efficienza. Il Rapporto annuale ENEA sulle detrazioni fiscali analizza ogni anno miliardi di euro di investimenti generati da Ecobonus e Bonus Casa, raccogliendo i dati degli interventi comunicati all’Agenzia nazionale per l’efficienza energetica.

La domanda, quindi, è molto concreta: quanto cambierebbe davvero passare dal 50% al 65% e quali lavori potrebbero diventare più convenienti?

Quanto varrebbe davvero il passaggio dal 50% al 65%?

La differenza sarebbe di 15 punti percentuali, con un effetto economico facilmente quantificabile.

Su una spesa agevolabile di 10.000 euro, una detrazione del 50% corrisponde teoricamente a 5.000 euro, mentre con il 65% si arriverebbe a 6.500 euro: 1.500 euro di beneficio fiscale in più. Su 20.000 euro, la differenza salirebbe a 3.000 euro.

Si tratta naturalmente di esempi matematici: l’importo effettivamente recuperabile dipende dalle regole definitive, dai massimali previsti, dalla situazione fiscale del contribuente e dalla possibilità di utilizzare integralmente la detrazione.

Perché gli infissi sono al centro dell’attenzione?

Gli infissi potrebbero essere uno dei principali protagonisti perché rappresentano già oggi una delle categorie più utilizzate nell’ambito dell’Ecobonus.

I dati raccolti da ENEA mostrano quanto la sostituzione delle finestre e dei serramenti abbia un peso rilevante negli investimenti per l’efficienza energetica degli edifici. La ragione è semplice: vetri e telai inefficienti possono favorire dispersioni termiche, aumentando l’energia necessaria per riscaldare o raffrescare gli ambienti.

L’eventuale 65%, però, sarebbe legato a requisiti energetici precisi. Non basterebbe quindi sostituire una finestra per motivi puramente estetici.

Anche i condizionatori potrebbero avere il 65%?

Sì, ma il termine “bonus condizionatori” può trarre in inganno. Anche con le regole attuali non esiste un incentivo autonomo con questo nome: l’agevolazione deriva, a seconda dell’intervento, dall’Ecobonus o dal Bonus Casa.

Per gli interventi energetici assume particolare importanza la sostituzione degli impianti esistenti con pompe di calore ad alta efficienza. Nel 2026 l’aliquota ordinaria è del 36% e può salire al 50% per l’abitazione principale quando sono rispettate le condizioni previste. Restano inoltre escluse dalle agevolazioni le spese per la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con caldaie alimentate esclusivamente da combustibili fossili.

Con la riforma allo studio, proprio pompe di calore e sistemi ad alta efficienza potrebbero tornare tra gli interventi maggiormente premiati.

Il 65% potrebbe valere anche per le seconde case?

Al momento, l’ipotesi principale non prevede lo stesso trattamento per tutte le abitazioni. Lo schema discusso porterebbe l’Ecobonus al 65% per l’abitazione principale, mantenendo invece un’aliquota inferiore, indicativamente del 36%, per gli altri immobili.

È un dettaglio decisivo. Nel sistema attuale l’aliquota maggiorata è già collegata a condizioni precise: l’Agenzia delle Entrate chiarisce che per il 2025 e il 2026 il 50% riguarda le spese sostenute dal proprietario o dal titolare di un diritto reale sull’unità adibita ad abitazione principale.

Quando potrebbe diventare operativo il nuovo Ecobonus?

La data da tenere d’occhio è il 2027, ma prima serviranno diversi passaggi. La misura dovrà trovare copertura, essere inserita nella legge di Bilancio e superare l’iter parlamentare.

Fino all’approvazione definitiva, quindi, non è prudente programmare una spesa dando per acquisita la detrazione del 65%.

La direzione indicata è comunque significativa: dopo anni di riduzione e razionalizzazione dei bonus edilizi, gli incentivi potrebbero tornare a premiare maggiormente gli interventi capaci di produrre un risparmio energetico misurabile. Se questa impostazione verrà confermata, la domanda fondamentale per chi ristruttura non sarà più soltanto “quanto costa il lavoro?”, ma anche quanto può ridurre i consumi dell’abitazione e quale vantaggio fiscale può generare nel tempo.

RELATED ARTICLES

Ultime News