Arianna Mihajlovic: un anno senza Sinisa. Il racconto struggente a Verissimo

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Arianna Mihajlovic
Arianna Mihajlovic

È passato un anno da quando il calcio italiano ha perso una delle sue icone, Sinisa Mihajlovic, sconfitto da una lunga battaglia contro il cancro e la moglie, Arianna Rapaccioni, ha finalmente trovato la forza di parlare pubblicamente della sua sofferenza e dell’amore che ha condiviso con il noto allenatore.

L’anno difficile di Arianna Mihajlovic

In un’intervista toccante rilasciata oggi a Verissimo, Arianna ha condiviso i dettagli dell’ultimo anno, descrivendo il dolore e la perdita che ha dovuto affrontare. “È stato un anno difficilissimo, ho alternato diversi momenti. Ho faticato a prendere coscienza dell’accaduto“, ha confessato Arianna.

La forza della decisione

La donna ha sottolineato come la presenza di un professionista l’abbia aiutata ad elaborare e accettare il lutto, prendendo la decisione di vivere per i suoi figli e onorare la memoria di Sinisa. “I primi mesi sono stati uno choc, poi grazie a un professionista sto provando a elaborare e accettare il lutto. Una volta l’analista mi ha detto che avevo una scelta: vivere o morire. Ho scelto di vivere. Per i miei figli. E per onorare la memoria di Sinisa“.

Arianna Mihajlovic racconta gli ultimi momenti di Sinisa

Arianna ha condiviso anche gli struggenti dettagli degli ultimi momenti di Sinisa, rivelando che, sul letto di morte, gli ha promesso di prendersi cura dei loro figli. “Lui non voleva andare. Attorno a quel letto c’era una forza enorme. Abbiamo pianto tutti”. La donna ha raccontato della forza di Sinisa e del modo in cui ha affrontato la malattia, ricordando che due giorni prima di morire, le ha detto ‘ti amo’ per la prima volta.

La lunga battaglia contro il cancro

Il dolore di Arianna è palpabile mentre parla della durata della malattia, iniziata con una diagnosi di leucemia durante una vacanza estiva. La moglie di Mihajlovic ha condiviso la sofferenza di scoprire la malattia e ha spiegato come, nonostante i primi segni positivi, la situazione si è aggravata dopo un trapianto di midollo. “All’inizio eravamo molto forti, pensavamo di vincerla. Il primo trapianto di midollo era andato benissimo”, dice.

Arianna Mihajlovic
Arianna Mihajlovic

La speranza della cura sperimentale

Dopo il secondo trapianto, per la famiglia c’era solo un’altra possibilità: una cura sperimentale. L’ultima possibilità. All’inizio sembrava stesse andando bene ma poi c’è stato un tracollo. “Lì i medici mi hanno convocata e mi hanno detto che non c’era nulla da fare. Mi ero raccomandata con loro di non dirlo a lui, perché sapevo che aveva bisogno di una speranza per andare avanti.”

Il rivelatore viaggio in macchina

“Io e i miei figli abbiamo vissuto l’ultimo mese sapendo che sarebbe morto, ma lui era all’oscuro di tutto”. Arianna ha rivelato un angosciante segreto riguardo al momento in cui ha dovuto comunicare la terribile verità a Sinisa durante un viaggio in macchina. “Lui non ha mai parlato della morte ma quel giorno in macchina, durante un viaggio devastante, mi ha detto ‘mi dispiace solo di una cosa, di non veder crescere i miei figli'”.

Il rimpianto di Arianna Mihajlovic

Il racconto si conclude con un sincero rimpianto di Arianna: “Ho sofferto un po’ durante la malattia perché avrei voluto fargli più coccole, dargli più dimostrazioni di affetto. Ma non potevo farlo perché mi avrebbe visto diversa. E io invece dovevo essere la roccia. Durante l’ultimo mese volevo abbracciarlo, digli che era stato un uomo eccezionale, ma non potevo. E questo non ho potuto dirglielo in vita. Gli dico oggi”.

Questo toccante racconto di Arianna Rapaccioni offre uno sguardo intimo sulla forza, la sofferenza e l’amore che hanno caratterizzato l’ultimo anno della vita di Sinisa Mihajlovic, un uomo che ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo dello sport e nell’animo di chi lo ha conosciuto.