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Una proposta personale alla candidata del Pdl alla Regione Lazio

 

 

di Nuovo M.i.l.l.e. | pubblicato il 5 marzo 2010 | in Roma Capitale

 

Una proposta personale alla candidata del Pdl alla Regione Lazio

L’esito della tornata elettorale è destinato ad essere compromesso dalla mancata presentazione della lista del PDL, tanto nel caso di accoglimento, quanto di rigetto del ricorso. Nel primo caso, infatti, avrebbero motivo di dolersene lo schieramento avversario e in particolare la Bonino, artefice di una manovra non più riproducibile.
Nel secondo caso, sarebbero sconfitti gli elettori, i principi del confronto politico e i cittadini della Regione Lazio. Non è un caso che i rappresentanti delle liste apparentate manifestino gradimento. Sono gli esponenti della politique politicienne che lavorano benissimo nei corridoi e molto meno bene nelle assemblee e nelle istituzioni.
Se la vittoria le dovesse comunque arridere, lei sarebbe ostaggio degli abili “alleati”, sulla cui lealtà al popolo degli elettori del PDL è consentito dubitare, e dei candidati eletti della sua lista civica, destinata a raccogliere consensi in eccesso delle aspettative, sulla cui capacità politica è altrettanto lecito dubitare, visto che si tratta per lo più di persone meritevoli nei campi di appartenenza ma completamente digiune di politica.
Le responsabilità della cattiva politica ricadrebbero interamente, o quasi, su di lei e la sua encomiabile ambizione di offrire un contributo personale e politico alle esigenze (non poche e non minute) della Regione sarebbe severamente sanzionata dalle circostanze. Anche se è molto probabile, a questo punto, che la vittoria non le arrida e che la Regione venga governata da uno schieramento intrinsecamente debole, ma tanto più supponente per l’inatteso successo.
Non ci sono precedenti, perché la legge non può ragionevolmente prevedere la negligenza, l’ignavia, la scorrettezza della politica di corridoio e ovviamente le stupidità personali.

D’altra parte, le formalità della legge, che protegge la sostanza degli atti, non possono essere manomesse a piacere. Mi permetto quindi di sollecitare, in qualità di cittadino e di elettore, la sua rinuncia alla candidatura e la prosecuzione della campagna elettorale in favore dell’astensione dal voto.
Non solo perché sconfiggerebbe la candidata radicale sul suo terreno dei diritti civili e politici, dimostrando che i radicali non hanno l’esclusiva di questo tema e di tanti altri, ma soprattutto perché potrebbe provocare la riconvocazione delle elezioni sulla base di una nuova legge elettorale, finalmente attenta ai diritti dei cittadini.
Si potrebbero illustrare, ad esempio, le ragioni del “listino”, motivato dalla irreprensibile necessità di candidati particolarmente richiesti in caso di successo del candidato presidente, e della lista civica, formata da meritevoli rappresentanti della società civile che diano lustro alla candidatura presidenziale ma non siano destinati alla elezione, se non in minima parte e per specifici scopi politici (ad esempio, un progetto innovativo di grande rilievo politico e sociale).
Non so se lei e la sua avversaria in questo frangente siate in grado di offrire agli elettori le dovute spiegazioni di merito. Se, d’altra parte, la sua rinuncia e l’astensione degli elettori non provocassero la riconvocazione delle elezioni, a prescindere da ogni considerazione sulla carenza di democrazia rappresentativa e di ordine costituzionale, i cittadini saprebbero che le responsabilità della gestione sarebbero unicamente affidate al PD ammantato di spirito radicale.
Non credo che siffatto governo regionale – ripeto a prescindere da ogni considerazione di legittimità costituzionale – avrebbe lunga durata e la tornata successiva non potrebbe che essere assicurata al suo schieramento. Capisco che in Italia questi consigli non si danno ma soprattutto non si accettano e, tuttavia, la prego di riflettere, di riunirsi con i suoi referenti e di ascoltare gli elettori: non è escluso che la svolta possa fare bene alla società e alla politica.
Anche il Nuovo M.i.l.l.e. sarebbe a disposizione degli elettori per illustrare le ragioni di una scelta nuova, rigorosa e politicamente felice.

   

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