YEMEN. CHIUSI I NEGOZIATI: SÌ ALLA TREGUA A HODEIDA E AGLI AIUTI

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(DIRE) Roma, 13 dic. – In Yemen presto scattera’ un cessate il fuoco nella citta’ portuale di Hodeida, che i combattenti dovranno lasciare, mentre saranno aperti corridoi umanitari per portare sollievo alla popolazione, compresa quella della citta’ di Taiz, piu’ a sud: questi i principali risultati ottenuti nel corso dei negoziati di pace che si sono conclusi a Stoccolma, in Svezia.

 
Dopo una settimana di lavori, sotto gli auspici delle Nazioni Unite – giunto anche il segretario generale, Antonio Guterres – le delegazioni del governo, dei ribelli houthi e della coalizione militare internazionale a guida saudita hanno cercato una via d’uscita politica alla guerra nello Yemen, dove da marzo 2015 secondo l’Onu hanno gia’ perso la vita 10mila persone. L’incontro e’ stato gia’ in se’ un passo storico, dal momento che i belligeranti non si parlavano dal 2016.

 
Su molti punti tuttavia non e’ stato possibile trovare un accordo, come ad esempio sul nodo dell’aeroporto della capitale: Sana’a e’ da due anni sotto il controllo dei ribelli, tuttavia il traffico aereo viene impedito dalla coalizione internazionale che sostiene il governo e che attualmente domina i cieli yemeniti.
Incoraggiante la stretta di mano tra il ministro degli Esteri yemenita, Khaled Al-Yemani, e i capo negoziatore dei ribelli houthi, Mohammed Abdelsalam. Al-Yemani ha pero’ chiarito che il ritiro da Hodeida resta “una possibilita’”, segno dell’atteggiamento cauto con cui il governo tratta coi combattenti ribelli.
I risultati dei colloqui di pace potrebbero essere presentati al Consiglio di sicurezza che si riunira’ oggi alle Nazioni Unite.

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