SUDAN. AL BASHIR RINUNCIA AL SUMMIT DI TUNISI DOPO APPELLO ONG

Foto: Omar Al-Bashir/Wikimedia commons

(DIRE) Roma, 28 mar. – Il presidente sudanese Omar Al-Bashir non partecipera’ al trentesimo summit della Lega degli Stati arabi, in previsione a Tunisi il 31 marzo.
La delegazione di Khartoum, si legge oggi sul sito dell’emittente sudanese ‘Radio Dabanga’, sara’ invece guidata dal ministro della Difesa Awad Ahmed Ibn Auf.
La notizia arriva dopo l’appello lanciato nei giorni scorsi dall’ong Human Rights Watch‘ alle autorita’ tunisine affinche’ impedissero ad Al-Bashir di accedere al Paese, o in alternativa lo arrestassero dopo il suo arrivo.
Nel 2011, la Tunisia e’ diventata il primo Paese arabo a sottoscrivere lo statuto di Roma, aderendo alla Corte Penale Internazionale.

 
Omar Al-Bashir e’ accusato dal tribunale dell’Aia di crimini contro l’umanita’, crimini di guerra e genocidio commessi tra il 2003 e il 2008 durante il conflitto in Darfur.
Diverse volte, in passato, il capo di Stato aveva cancellato dei viaggi all’estero in seguito ad appelli per il suo arresto. Anche in queste settimane, secondo diverse organizzazioni di difesa dei diritti umani, il governo sudanese si sta macchiando di gravi abusi nei confronti di manifestanti pacifici. Ieri, un tribunale di emergenza ha condannato a sei mesi di carcere tre persone, tra cui due studentesse universitarie, per aver partecipato a manifestazioni contro il presidente.

 
Anche oggi video diffusi dai social media mostrano manifestazioni nella capitale e in altre localita’ in cui viene intonato lo slogan ‘tasqot bas’, ‘cadi e basta’, che contraddistingue il movimento iniziato il 19 dicembre.
Una mobilitazione internazionale contro Al-Bashir e’ stata convocata per il 6 aprile, con manifestazioni annunciate in 16 citta’, da Londra a Sidney, passando per Roma.

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