SUDAN. 35 ONG CHIEDONO MISSIONE UNIONE AFRICANA PER DIRITTI UMANI

Foto: Una manifestazione a Khartoum. Fonte: Waij/Twitter

(DIRE) Roma, 7 feb. – “Giocare un ruolo positivo in questo momento critico della storia del Sudan e difendere i diritti di fratelli e sorelle africani”. È l’appello rivolto all’Unione Africana, alla vigilia del summit di Addis Abeba, da un gruppo di 35 ong provenienti da vari Paesi del continente.

 

Le organizzazioni si dicono “molto preoccupate per la situazione in Sudan”. “La combinazione tra una lunga repressione e una cattiva gestione economica – si legge nella lettera – ha portato a una rivolta in cui il popolo sudanese sta chiedendo democrazia, buongoverno e diritti umani, in linea con i valori dell’Unione”.
In particolare, tra le richieste delle ong c’e’ quella di una “missione conoscitiva per stabilire i fatti e le circostanze delle presunte violazioni dei diritti umani commesse in Sudan… nell’ottica di individuare le responsabilita’ dei colpevoli e assicurare giustizia a tutte le vittime”.

 

Uso eccessivo della forza, uccisione di manifestanti pacifici, tortura e maltrattamenti di detenuti sono tra gli abusi segnalati dalle organizzazioni, di cui alcune sudanesi, che sottoscrivono il documento. A fronte di queste violazioni, si evidenzia nel testo, l’Unione Africana non ha espresso alcuna solidarieta’ con i manifestanti. Sarebbero gia’ 52 le vittime della repressione durante le proteste delle ultime settimane, secondo dati della Sudan Professionals Association, una delle realta’ protagoniste del movimento contro il carovita e il governo del National Congress Party.
Secondo il ministero dell’Interno di Khartoum, al 7 gennaio erano state arrestate 816 persone, ma le ong citano un documento riservato, non verificato, secondo cui gli arresti legati alle dimostrazioni sarebbero piu’ di 3mila.

“Sebbene il capo dell’intelligence Salah Gosh abbia indicato, il 29 gennaio 2019, che le persone arrestate durante le proteste sarebbero state rilasciate – si denuncia ancora nel comunicato – alcuni partner della societa’ civile hanno confermato che gli attivisti da loro seguiti non sono stati rilasciati, mentre altri hanno riferito che solo quelli arrestati per strada sono stati liberati e i sospetti organizzatori restano in custodia”.

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*