Breve #66 – Solo il benessere diffuso tutela i malati di Sla

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La cura dei cittadini più deboli è indice di civiltà della collettività di appartenenza. La capacità di svolgere il compito con efficienza è anche indice di benessere. La polemica sui tagli alle risorse assegnate ai malati di Sla ha profondamente commosso il paese, ha provocato la correzione di rotta dei dicasteri competenti ed ha richiamato l’attenzione sull’aspetto economico dell’assistenza sanitaria alle disabilità croniche, che costituisce presupposto necessario, imprescindibile, di un impegno pubblico efficiente. Se le risorse vengono meno, prima o poi l’efficienza perde colpi. E, purtroppo, la crisi economica e le prospettive di decrescita pregiudicano non poco la destinazione di risorse adeguate alla sanità, oltre che al sistema pensionistico, come è noto. L’impegno comune, della politica e dei cittadini, dovrebbe pertanto concernere la produzione e la distribuzione della ricchezza e la tutela del risparmio in preparazione dell’assistenza alle famiglie meno fortunate. La politica, invece, ha il pensiero prevalente dell’autotutela e talvolta le istituzioni si incarnano nelle persone sbagliate. La legittima pretesa dei più deboli è la definitiva messa in mora di una politica carente e inadeguata alle esigenze della collettività nazionale.

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