Scorie Nucleari italiane, individuate le 67 aree per lo stoccaggio


Nella notte tra il 4 e 5 gennaio è stata comunicata la lista CNAPI, una carta delle aree potenzialmente idonee ad accogliere le scorie nucleari prodotte nel secolo scorso dall’Italia (per l’approfondimento si rimanda alla Gazzetta Ufficiale del 5 gennaio 2021).

Le aree sono state individuate a seguito di lunghe analisi e ricerche mirate anche dal punto di vista geologico (composizione terrena, altitudine, assenza di dighe, bassa intensità sismica, nuclei abitativi, ecc…), con il supporto dei Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente.

In totale sono state individuate 67 località sparse su tutto il territorio nazionale, così ripartite:

Piemonte 8, Toscana e Lazio 24, Sardegna 14, Sicilia 4, Basilicata e Puglia 17.

A seguito di una riunione dello scorso 31 dicembre 2020, si è messo in moto il meccanismo che porterà a termine il progetto. Al momento sono stati destinati circa 900 milioni di euro per lo stoccaggio e la messa in sicurezza delle scorie.

Il piano porterà ad interrare 78 mila metri cubi di scorie a media e bassa intensità e circa 17 mila metri cubi di scorie ad alta intensità.

Dal 5 gennaio inizierà un periodo di 60 giorni riservato alla consultazione pubblica, in modo tale che le amministrazioni locali ed altre entità interessate possano formulare richieste specifiche nonché suggerimenti.

Conclusa la fase di discussione si individuerà l’area tra le 67 candidate a cui verranno destinate le scorie. Da quest’ultimo momento, entro 4 anni circa i lavori di costruzione del sito (ad alto contenuto tecnologico) per il deposito dei materiali radioattivi saranno presumibilmente ultimati.

La mappa dei siti individuati
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