SANITA’. NEI PROSSIMI 5 ANNI MANCHERANNO 11.800 MEDICI: L’ALLARME FIASO

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(DIRE) Roma, 12 lug. – Abbiamo ancora piu’ medici degli altri Paesi Ue con sistemi sanitari assimilabili al nostro, ma da qui al 2022 tra uscite dal lavoro dei baby boomer in camice bianco e numero contingentato di nuovi specialisti mancheranno all’appello 11.803 dottori anche se si andasse verso un totale sblocco del turn over. Questo anche a causa del fatto che il 35% di loro lascia il lavoro prima dei sopraggiunti limiti di eta’. O perche’ si prepensiona o per andare nel privato. Mentre in entrata uno specializzando su quattro non opta per il servizio pubblico.

E’ il quadro del fabbisogno medico in Asl e ospedali tracciato dal Laboratorio Fiaso sulle politiche del personale. Uno studio che verra’ presentato il 12 luglio a Roma, in occasione dell’Assemblea annuale della Federazione delle aziende sanitarie pubbliche. “Le uscite anticipate dei medici dal servizio pubblico hanno varie ragioni, come la paura dell’innovazione organizzativa e tecnologica e di veder cambiare in peggio le regole del pensionamento, oppure- spiega il presidente Fiaso, Francesco Ripa di Meana- il dimezzamento necessario dei posti di ‘Primario’, che ha finito per demotivare tanti medici a proseguire una carriera oramai senza piu’ sbocchi’.

‘Ma i numeri forniti dallo studio- sottolinea- piu’ che un segnale di allarme devono rappresentare uno stimolo al cambiamento delle politiche del personale e all’innovazione dei modelli organizzativi. Ad esempio valorizzando maggiormente figure della dirigenza, inclusa quella proveniente dal comparto. O ancora- aggiunge- modelli di integrazione tra pediatri e medici di medicina generale da un lato e ospedalieri dall’altro. Oppure potenziando il raccordo tra specialisti ambulatoriali e gli stessi medici ospedalieri coinvolti in nuovi percorsi di carriera che valorizzino le professionalita’. Innovazioni gia’ in atto in molte nostre Aziende e che insieme alle altre elencate nelle conclusioni dello studio possono trasformare in opportunita’ di miglioramento dei servizi la criticita’ del fabbisogno di medici nel nostro Paese”.

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