Roma. ”Sole 24 ore”: 13esima per qualità vita, prima per cultura

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A CONFRONTO PROVINCE ITALIANE, AOSTA PRIMA POI MILANO E TRENTO (DIRE) Roma, 12 dic. – Roma si piazza al tredicesimo posto tra le province italiane nella tradizionale indagine sulla “Qualità della vita” de ”Il Sole 24 Ore”, giunta alla 27esima edizione. Il confronto tra la vivibilità delle province italiane si basa su un’ampia serie di indicatori (aggiornati al 2015 e al 2016) articolati in sei settori d’indagine: Affari, lavoro e innovazione; Reddito, risparmi e consumi; Ambiente, servizi e welfare; Demografia, famiglia, integrazione; Giustizia, sicurezza, reati; Cultura, tempo libero e partecipazione.

È Aosta a salire sul gradino più alto dell’edizione 2016 Qualità della vita. Al secondo ed al terzo posto si confermano Milano e Trento, balzo in avanti per Belluno che dalla 17esima posizione del 2015 sale in quarta posizione. All’ultimo posto ancora una realtà del Mezzogiorno, Vibo Valentia.
Roma si posiziona al 13esimo posto, spinta dal valore del patrimonio immobiliare e dai flussi turistici legati al Giubileo. La provincia della Capitale recupera così 3 posizioni rispetto al piazzamento dello scorso anno.

Andando nel dettaglio nella classifica ”Redditi, risparmi consumi” Roma si piazza al decimo posto (qui conta soprattutto il patrimonio immobiliare residenziale pro capite che vede la città seconda in Italia), ma scivola al 32esimo per quanto riguarda ”Affari, lavoro, innovazione” (si va dal secondo posto per export in % sul Pil al 92esimo per start up innovative ogni mille imprese). Poi c’è il 15esimo posto per ”Ambiente, servizi welfare” (bene l’ottavo posto per spese sociali pro capite dei Comuni per minori/anziani/poveri), il 102esimo per ”Demografia, famiglia, integrazione” e il 109esimo per ”Giustizia, sicurezza e reati” (spicca il 106esimo posto per scippi e borseggi ogni 100mila abitanti). Da segnalare il primo posto per ”Cultura, tempo libero, partecipazione”, che porta altri due primi posti nelle sottocategorie ”Numero Onlus iscritte Agenzia Entrate x 100mila abitanti” e ”Spesa totale dei turisti stranieri (milioni di euro) – 2015”. Non male anche il sesto posto per il numero di librerie ogni mille abitanti e l”ottavo per gli ingressi agli spettacoli ogni mille abitanti.

Molte le novità del 2016, volte a rendere più completo il check della vivibilità sul territorio, con una maggiore attenzione alle esigenze e ai problemi più attuali della collettività: il valore della casa, il lavoro per i giovani, la capacità di innovazione, l’integrazione degli stranieri, l’offerta di welfare, la partecipazione civile. Le sei aree hanno così acquisito una denominazione più inclusiva e i parametri da 36 sono saliti a 42.
Restano comunque il divario tra Nord e Sud, quello tra le province di maggiori dimensioni frenate dai nodi sicurezza e ambiente nel loro slancio in avanti, e spiccano le realtà medie o piccole – spesso beneficiate dall’autonomia – in evidenza come modelli di vivibilità.

Così ecco Aosta che per la terza volta in 27 anni di indagine (le precedenti nel 1993 e nel 2008) si qualifica come la “migliore”, forte soprattutto delle performance nei capitoli relativi all’economia, alla demografia e all’ordine pubblico.
Tris, negativo, anche per Vibo Valentia (ultima già nel 1997 e nel 2005). Al penultimo posto Reggio Calabria (ultima nell’edizione del 2015). Nella classifica delle ultime cinque province spicca Crotone, che perde ben 17 posizioni rispetto all’edizione dello scorso anno e si posiziona al 106esimo posto.

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